Obiettivo dell’Arcs Mantignana è ora di ottenere il riconoscimento Dop per questo piatto – Una tradizione della civiltà contadina che si tramanda di generazione in generazione
(Avi News) – Corciano, 21 mar. – “Sono umbro di adozione ma vivo in questa terra da ormai vent’anni e già dai tempi in cui frequentavo l’università mi ricordo che la torta di Pasqua era considerata un culto. In ogni più piccolo paese, poi, cambia il modo in cui viene preparata, cotta o mescolata. C’è chi ci mette dentro una cosa chi un’altra ma alla fine sempre torta di Pasqua è ed è sempre molto buona”. Parola di Giorgio Barchiesi, per tutti ‘Giorgione’, il popolare oste di origine romana protagonista del programma ‘Giorgione, orto e cucina’ di Gambero rosso channel, intervenuto a Mantignana di Corciano, domenica 20 marzo, per la chiusura della 14esima edizione della Rassegna della torta di Pasqua umbra. Alla tre giorni organizzata dall’Arcs Mantignana, il simpatico ‘grande e grosso’ chef si è esibito davanti a centinaia di curiosi nella preparazione della sua torta di Pasqua in un amichevole confronto con le cuoche locali e con i ventitré forni umbri protagonisti della manifestazione, i quali hanno offerto a tutti, in degustazione, i loro prodotti. “Mai mi permetterei di dare consigli su tradizioni che sono millenarie – ci ha tenuto a precisare Giorgione –. Io, per esempio, la faccio un po’ più soffice di quella che sono abituato a mangiare qua. Affettata fresca, infatti, rimane più morbida e il popolo gradisce”.
Bilancio della manifestazione e richiesta marchio Dop. E a vedere i piatti rimasti rapidamente vuoti, il ‘popolo’ deve avere veramente gradito le torte proposte. “È andato tutto bene – ha commentato Elena Ciurnella, consigliere dell’Arcs Mantignana –, con numerose presenze che ci hanno ricompensato dell’impegno profuso. Anche gli stand gastronomici serali hanno registrato tante persone che hanno potuto assaggiare i piatti della tradizione pasquale umbra, dall’agnello ai carciofi fritti fino, ovviamente, alla nostra eccellente torta con capocollo e uova sode. Ora il nostro obiettivo è quello di ottenere il marchio Dop per la torta di Pasqua. Anche con l’aiuto delle istituzioni avvieremo le pratiche per la domanda di registrazione”. “L’amministrazione comunale – ha assicurato Luca Terradura, assessore all’associazionismo del Comune di Corciano – farà la sua parte cercando di coinvolgere pure la Regione. La torta di Pasqua è una di quelle tradizioni che si tramandano di generazione in generazione e che vogliamo vengano portate ancora avanti. Per questo ringrazio il circolo Arcs e tutti i forni che hanno partecipato”.
La storia e la tradizione. Al di là dell’aspetto gastronomico sono, infatti, proprio la storia, la cultura e la tradizione racchiusi in questo piatto il suo elemento più affascinante e la sua forza. “C’è un legame indissolubile con il territorio perugino – ha spiegato Enrico Pigliautile, esperto di panificazione –. È un prodotto essenzialmente povero che si sviluppa nella nostra realtà contadina dove niente si buttava. I prodotti che servivano, e servono tutt’oggi, alla sua preparazione sono pochi e semplici: uova, farina, strutto, formaggio pecorino, sale e pepe”. “Quando a gennaio veniva ucciso il maiale – ha raccontato Pigliautile –, il grasso veniva fatto bollire per essere conservato. Anche le uova in eccedenza venivano conservate in un secchio con calce viva e acqua. Erano metodi rudimentali per cui, quando si avvicinava Pasqua e, quindi, una stagione più calda, era necessario consumare questi prodotti. Le nostre antenate pensarono bene, perciò, di farci una torta con pecorino, visto che ogni famiglia aveva comunque qualche pecora. Infine, la mattina di Pasqua si mangiava, quasi con devozione, con capocollo e uova sode. È straordinario che ciò avvenga ancora oggi”.
Nicola Torrini
Commenta per primo