A Perugia un convegno internazionale svela evidenze millenarie
Si è tenuto questa mattina presso il LAB – Luisa Annibale Base, a Perugia, il convegno internazionale “Il segreto di Montegrande. La scoperta che ha riscritto la storia del cacao”. Promosso dalla Città del Cioccolato, con il supporto del dipartimento di Lettere – Lingue, Letterature e Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Perugia e dell’Università IULM di Milano, l’evento ha riunito studiosi di rilevanza internazionale. Tra i relatori principali l’archeologo peruviano Quirino Olivera Núñez, fondatore dell’Associazione per la ricerca Scientifica nell’Amazzonia Peruviana (ASICAMPE), che ha illustrato le più recenti scoperte sulla storia del cacao.
Il sito di Montegrande e i segreti del cacao
Nel bacino del fiume Marañón, in Perù, il sito archeologico di Montegrande custodisce strutture in pietra a spirale, testimoni millenari di pratiche rituali legate al cacao. Le ricerche condotte da Olivera e dal suo team hanno permesso di identificare le più antiche evidenze conosciute sull’uso rituale e sulla domesticazione del cacao, risalenti a 6.000 anni fa. Questi dati superano di circa sette secoli le stime precedenti e mettono in discussione la teoria classica che collocava l’origine del cacao esclusivamente in Mesoamerica, assegnando invece all’Amazzonia un ruolo primario.
Gli studi si basano su un’analisi integrata di reperti archeologici, archeobotanici e genetici, pubblicati su riviste scientifiche di alto impatto come Scientific Reports. Le sculture in pietra ritrovate raffigurano semi e frutti di cacao, confermando il ruolo centrale di questa pianta nell’economia e nei rituali delle popolazioni amazzoniche.
Un confronto internazionale tra studiosi
Nel panel di relatori, Antonio Aimi, già professore di civiltà precolombiane all’Università di Milano e collaboratore scientifico del MUSEC di Lugano, ha illustrato progetti e mostre legate all’antico Perù. La sua presentazione ha evidenziato l’importanza di un approccio interdisciplinare che coniuga antropologia, archeologia, storia ed estetica, ponendo attenzione alle connessioni tra Mesoamerica e Amazzonia.
Massimo De Giuseppe, storico e preside della facoltà di Arti, Moda e Turismo dell’Università IULM, ha approfondito il significato del cacao nelle culture centroamericane. Il termine Ka-ka-w(a), antico e prezioso, indica un seme che non solo aveva valore alimentare, ma veniva impiegato in rituali religiosi e come moneta di scambio. La sua analisi ha mostrato come il cacao fosse strumento di resilienza culturale, attraversando secoli di pratiche sociali e spirituali nelle comunità maya chol, chontal e kech’ci.
Dalla dolcezza dei datteri al predominio dello zucchero
Il prof. Andrea Polcaro, associato di Archeologia e storia dell’arte del vicino Oriente antico presso l’Università degli Studi di Perugia, ha tracciato l’evoluzione dei dolcificanti dall’antichità fino all’arrivo dello zucchero in Europa. Il cioccolato e altre bevande come caffè e tè hanno aperto la strada alla diffusione dello zucchero, trasformando profondamente le abitudini alimentari e culturali del Mediterraneo.
La Città del Cioccolato come hub culturale
Barbara Mencaroni, Vice Presidente di Destinazione Cioccolato S.r.l. SB, ha sottolineato come la Città del Cioccolato continui a porsi come contenitore culturale e scientifico. Parallelamente all’esperienza museale, le conferenze come quella di oggi permettono di approfondire la storia del cacao, andando oltre una semplice narrazione gastronomica. “L’interazione con studiosi internazionali arricchisce la nostra rete scientifica e favorisce la diffusione di conoscenze aggiornate, curiosità e dati verificati”, ha concluso Mencaroni.
Il convegno ha dunque confermato Perugia come punto di riferimento per la ricerca sul cacao e per la divulgazione culturale di tematiche archeologiche e storiche di respiro internazionale.

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