Perugia, focus sul metrobus Olmo-Fontivegge per possibile finanziamento

La giunta Ferdinandi discute mobilità e infrastrutture, tra metrobus, Brt e Nodo

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Perugia, focus sul metrobus Olmo-Fontivegge per possibile finanziamento

La giunta guidata da Vittoria Ferdinandi ha annunciato per mercoledì un incontro dedicato alla possibile realizzazione della seconda linea del metrobus tra Olmo e Fontivegge. Il progetto è stato presentato per ottenere un finanziamento ministeriale. Ferdinandi, intervenuta nella trasmissione Nero su Bianco, ha chiarito che la proposta non implica una decisione definitiva, ma serve a non perdere l’opportunità di accedere ai fondi disponibili. Lo riporta oggi il Corriere dell’Umbria in un articolo a firma di Alessandro Antonini.

L’obiettivo è evitare gli errori delle amministrazioni precedenti, che in alcuni casi hanno rinunciato a progetti solo perché non avviati dalla giunta in carica. Come esempio è stato citato il minimetrò, il cui secondo braccio avrebbe potuto incidere sulla domanda e ridurre le perdite economiche. Tuttavia, studi di fattibilità condotti prima della giunta Romizi avevano evidenziato costi elevati, giudicati insostenibili anche dalle amministrazioni di centrosinistra.

Sul Brt, la sindaca ha negato un cambio di posizione. Pur avendo criticato il progetto in passato, ha scelto di portarlo avanti per evitare il rischio di una sanzione per danno erariale, con penali pari a 25 milioni di euro. Secondo Ferdinandi, il compito della giunta sarà valorizzare l’opera e gestire al meglio il suo impatto sul traffico urbano. Ha sottolineato l’importanza di un piano partecipativo, elemento che sarebbe mancato nella fase progettuale.

Per quanto riguarda il Nodo, la sindaca ha spiegato che non è una priorità dell’attuale amministrazione, poiché in 23 anni non sono mai stati stanziati i fondi necessari. L’intenzione è concentrarsi sui progetti già finanziati, come l’ampliamento delle rampe, i cui lavori dovrebbero iniziare a giugno, preceduti da una conferenza dei servizi. La giunta prevede comunque di discutere il tema con la Regione, analizzando possibili soluzioni. Ferdinandi ha ribadito che qualsiasi decisione dovrà inserirsi in un più ampio ripensamento della mobilità cittadina, con l’obiettivo di ridurre il traffico nella città, una delle più motorizzate d’Europa.

Tra le proposte discusse, emerge l’idea di una città con zone a traffico limitato più estese. La possibilità di trasformare Perugia in una zona 30 è stata affrontata anche con Emily Clancy, vicesindaca di Bologna, dove da anni è attiva un’estesa area pedonale. Tuttavia, Ferdinandi ha chiarito che la transizione sarà graduale, con sperimentazioni limitate a zone sensibili, come quelle vicine alle scuole.

Nel quadro della riorganizzazione amministrativa, la giunta sta valutando l’introduzione di un city manager, figura che potrebbe migliorare la gestione dei progetti urbani. Il Comune sta discutendo il tema con la Regione.

Le strategie sulla mobilità mirano a rendere Perugia una città più vivibile, con infrastrutture per pedoni e residenti, promuovendo modelli di lavoro flessibili e sostenibili.

1 Commento

  1. Non occorre “trasformare” Perugia in una “zona 30” perchè lo è già a causa dello stato delle strade indegno di una Città civile e anche pericoloso.

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