53 milioni per strade Centro Italia, oltre 17 milioni per quelle dell’Umbria

Lo ha detto Patrizia Terzoni, vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera, commenta lo stanziamento annunciato ieri dal MIT

 
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53 milioni per strade Centro Italia, oltre 17 milioni per quelle dell'Umbria

53 milioni per strade Centro Italia, oltre 17 milioni per quelle dell’Umbria

53 milioni per interventi sulle strade nel cratere dell’Italia centrale, Terzoni, M5S “Attenzione costante del Governo per le aree colpite dal Sisma 2016”. Interessati 42 comuni nelle Marche (23 milioni di euro), 26 comuni in Umbria (per 17,7 milioni), 13 comuni in Lazio (per 7,8 milioni) e 11 in Abruzzo (per 5 milioni).

“Questo ennesimo finanziamento di 53,7 milioni di euro permette di realizzare ben 92 interventi complessivi su strade provinciali e comunali nelle quattro regioni colpite dal sisma 2016. Nei vari decreti sul terremoto abbiamo previsto il sostegno diretto per la risoluzione di problematiche concrete sull’infrastruttura stradale cosiddetta minore che poi però viene utilizzata quotidianamente da decine di migliaia di terremotati che hanno tutto il diritto di muoversi velocemente e in sicurezza. Si tratta del segno tangibile della costante attenzione del Governo e del Parlamento ai diritti dei terremotati e degli enti locali”

Lo ha detto Patrizia Terzoni, vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera, commenta lo stanziamento annunciato ieri dal MIT.

Basta scorrere l’elenco dei comuni marchigiani, quelli che conosco meglio abitando nel cratere, da Arquata a San Severino, da Visso a Roccafluvione per rendersi conto di quanto sia fondamentale garantire il diritto alla mobilità in contesti rurali, collinari o montani, dove per coprire piccole distanze ci si deve organizzare per tempo, magari con auto che durano meno proprio perché si tratta di strade che non ricevono una manutenzione adeguata da troppo tempo e sono interessate da frane, smottamenti o buche. Ora noi interveniamo concretamente perché alle privazioni determinate dal sisma non si devono aggiungere ulteriori criticità. In generale dobbiamo sempre di più trasferire risorse verso la manutenzione capillare delle opere esistenti, come d’altro lato ci chiedono continuamente gli enti locali” conclude la Terzoni.

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