Criticità nelle forniture mettono a rischio cantieri e lavori pubblici
La forte tensione geopolitica in Medio Oriente ha già iniziato a produrre effetti significativi sulla filiera dei materiali da costruzione in Umbria. Secondo i dati raccolti da ANCE Umbria, i rincari registrati negli ultimi giorni sono consistenti e rischiano di compromettere la regolarità dei lavori pubblici e della ricostruzione post-terremoto.
Monitoraggio dei prezzi e criticità sul territorio
L’Associazione Nazionale Costruttori Edili ha osservato un aumento dei costi per materiali energeticamente intensivi come acciaio, alluminio e derivati del petrolchimico, con il bitume che ha subito un raddoppio del prezzo. L’incremento non si limita solo ai costi dei materiali, ma si estende anche alle spese di trasporto, determinando un effetto a catena sull’intera filiera.
Il presidente regionale Massimo Ponteggia ha spiegato come le imprese umbre stiano già riscontrando gravi difficoltà nell’approvvigionamento, con fornitori che comunicano l’impossibilità di rispettare i tempi di consegna originariamente pattuiti. La situazione crea incertezza, mettendo a rischio la sostenibilità economica dei contratti in corso.
Impatto sui cantieri del PNRR e della ricostruzione
Le tensioni sui prezzi dei materiali stanno influenzando anche l’esecuzione dei cantieri legati al PNRR e agli interventi post-sisma. Ponteggia sottolinea che senza misure di supporto, le imprese non potranno far fronte autonomamente agli aumenti, con potenziali conseguenze sulla tenuta complessiva del sistema edilizio regionale.
Albano Morelli, vice presidente di ANCE Umbria, evidenzia come i rincari interessino soprattutto i prodotti derivati dal petrolchimico e i materiali la cui produzione è altamente energivora. La crescente difficoltà nel reperire forniture essenziali costringe molte imprese a richiedere l’attivazione degli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento per salvaguardare l’equilibrio economico dei contratti.
Richieste di intervento urgente
ANCE Umbria ha chiesto l’adozione di strumenti ad hoc per neutralizzare l’impatto fiscale legato all’aumento dei prezzi, sottolineando che le misure limitate a carburanti e bollette non sono sufficienti. La proposta include la sterilizzazione del gettito derivante dall’incremento dei prezzi dei materiali da costruzione, seguendo quanto già sperimentato durante la crisi del 2022 causata dal conflitto russo-ucraino.
Il supporto di ANCE si concentra anche sulla gestione dei rapporti con le stazioni appaltanti: la richiesta principale è di flessibilità nella rinegoziazione dei contratti, sospensione o proroga dei tempi di consegna, con disapplicazione di penali per ritardi dovuti a cause non imputabili alle imprese.
Conseguenze per il settore edile umbro
Il protrarsi delle difficoltà rischia di rallentare i lavori di costruzione e ricostruzione, con effetti diretti sui progetti PNRR e sulle opere di rilievo pubblico. La filiera dell’edilizia in Umbria si trova quindi a fronteggiare una doppia sfida: gestire l’aumento dei costi e garantire la continuità dei cantieri senza compromettere la qualità dei lavori.
Ponteggia e Morelli concludono evidenziando l’urgenza di interventi immediati, sia a livello nazionale che locale, per evitare che la crisi dei prezzi dei materiali comprometta la stabilità economica delle imprese e la regolare esecuzione dei lavori pubblici.

Commenta per primo