L’Umbria rilancia il formaggio locale con la quarta edizione attesa

L’Umbria rilancia il formaggio locale con la quarta edizione attesa

Iscrizioni aperte, scadenza 15 ottobre per imprese casearie umbre

La quarta edizione della rassegna “L’Umbria dei formaggi” è ufficialmente partita, lanciata dalla Camera di commercio dell’Umbria tramite Promocamera in collaborazione con Coldiretti, Confagricoltura e Cia Umbria, con il supporto tecnico di Onaf e la Regione. L’evento, maturato dopo il successo alla fiera Cheese 2025, non si limita a selezionare pochi vincitori, ma mira a un percorso collettivo di crescita per il settore lattiero-caseario regionale.

L’Umbria, con una produzione annua di circa 5.000 tonnellate di formaggi, si distingue come una nicchia di grande valore in un contesto italiano che conta oltre 2.500 varietà di formaggi, di cui più di 300 riconosciute da marchi Dop, Pat e Igp. L’obiettivo è rafforzare questo patrimonio, valorizzando l’ecosistema caseario regionale, dalle materie prime alle produzioni artigianali.

Le iscrizioni sono aperte fino al 15 ottobre 2025 e rivolte a tutte le realtà agricole, cooperative e artigiane umbre regolarmente iscritte alla Camera di commercio. La partecipazione è gratuita e ogni azienda può iscrivere fino a nove formaggi, suddivisi tra le categorie: pecorino, caprino e una novità per quest’anno, il formaggio misto da latte di più specie animali. Sono ammessi esclusivamente formaggi stagionati o semistagionati prodotti con latte umbro, senza aggiunte particolari né affinamenti con spezie o muffe.

I campioni vanno consegnati entro il 20 ottobre presso la sede camerale di Perugia e saranno valutati da una giuria composta da esperti Onaf, che assegnerà premi per qualità ed eccellenza oltre a riconoscimenti speciali, grazie a un processo di valutazione rigoroso e anonimo curato dal segretario generale Federico Sisti.

Come sottolinea la Camera di commercio dell’Umbria, questa rassegna è più di una semplice competizione: è un laboratorio per il futuro, un modo per esaltare il lavoro di allevatori, casari, istituzioni e territorio, promuovendo un patrimonio condiviso che rappresenta l’identità e la forza economica della regione.

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