Sangraf in crisi stipendi non pagati e presidio dei tecnici

Sangraf in crisi stipendi non pagati e presidio dei tecnici

La vertenza di Narni scalo approda dal prefetto per il Mimit

Il clima attorno allo stabilimento di Narni scalo si fa sempre più teso e incerto mentre le lancette della crisi corrono veloci verso un punto di rottura che appare ormai imminente. La giornata odierna del 21 aprile 2026 segna un passaggio cruciale per le tute blu della Sangraf, costrette a incrociare le braccia e a manifestare il proprio dissenso davanti alla prefettura. La mobilitazione scaturisce da una situazione di totale stallo finanziario e operativo che vede i dipendenti ancora in attesa delle proprie spettanze economiche relative al mese in corso, nonostante le promesse avanzate dalla proprietà nei giorni precedenti.

Tensioni salariali e paralisi operativa a Narni scalo

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è rappresentata dal mancato versamento degli stipendi che, secondo gli accordi, doveva avvenire con un ritardo già concordato entro il 20 aprile. Questo inadempimento si inserisce in un quadro di abbandono produttivo che sta logorando la fiducia della forza lavoro e delle organizzazioni sindacali Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil. Oltre ai salari correnti, pesano come macigni i debiti accumulati dall’azienda nei confronti dei fondi pensione e i mancati versamenti delle quote relative alle cessioni del quinto e ai contributi previdenziali, segnali inequivocabili di una sofferenza di cassa che mette a rischio il futuro occupazionale.

Emergenza sicurezza e criticità energetiche nell’impianto

Parallelamente alla questione monetaria, si è aperta una voragine sul fronte della gestione tecnica del sito industriale. Recentemente lo stabilimento è rimasto privo di energia elettrica a causa di lavori programmati sulla linea, ma la situazione è degenerata quando sono esaurite le scorte di gasolio necessarie ad alimentare i generatori d’emergenza. L’azienda non ha provveduto al riordino del combustibile, lasciando le maestranze addette alla vigilanza al buio e determinando lo spegnimento dei sistemi di segnalazione luminosa sulla torre di abbattimento fumi. Questo scenario ha sollevato pesanti interrogativi sulla sicurezza del territorio e dei lavoratori stessi, rimasti presidiare i cancelli in condizioni di precarietà assoluta.

Confronto in prefettura e istanze verso il Mimit

Nel pomeriggio di oggi il prefetto Orlando ha accolto una delegazione dei rappresentanti dei lavoratori per fare il punto sulla vertenza. Durante il tavolo è stata ribadita l’urgenza di un intervento governativo diretto attraverso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il prefetto si è impegnato a farsi portavoce presso il Mimit e il Mase per rappresentare la gravità del momento e sollecitare la convocazione di un incontro istituzionale già richiesto nelle scorse settimane. I sindacati hanno sottolineato il paradosso di un organico ridotto all’osso che, nonostante il ricorso agli ammortizzatori sociali, si trova costretto allo sciopero per rivendicare il diritto alla retribuzione e alla continuità produttiva del polo chimico umbro.

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