Scontro in aula tra Fruganti e la maggioranza a Perugia
Il dibattito politico cittadino si infiamma dopo il secco no arrivato dall’aula di Palazzo dei Priori riguardo alla proposta di una nuova passerella ciclopedonale sul fiume Tevere.
Lo stallo sulla mobilità dolce a nord di Perugia
L’iniziativa, portata avanti dalla consigliera di Fratelli d’Italia Elena Fruganti, mirava a istituire uno studio di fattibilità tecnico-economica per collegare le sponde del fiume nella frazione di Ponte Pattoli. Secondo l’esponente del centrodestra, si è trattato di un voto puramente ideologico che calpesta una richiesta nata direttamente dal basso, sottoscritta da numerosi cittadini desiderosi di migliorare la vivibilità e i collegamenti della zona nord, puntando verso Umbertide.
Il cortocircuito tra promesse e realtà territoriale
Fruganti non ha risparmiato critiche durissime alla coalizione di governo, accusandola di aver tradito gli impegni presi durante la fase elettorale. Mentre la maggioranza ha giustificato il respingimento dell’atto citando l’esistenza di altre urgenze finanziarie, la consigliera ha ribattuto che lo studio di fattibilità serve esattamente a questo: quantificare l’investimento e cercare canali di finanziamento esterni. La critica si sposta poi sul metodo di gestione del territorio, evidenziando come i lunghi e onerosi percorsi di partecipazione sbandierati dall’amministrazione risultino, alla prova dei fatti, sterili o limitati esclusivamente a contesti controllati dalla politica.
La polemica politica e il caso di Casa del Diavolo
Il clima si è fatto ancora più teso quando la discussione si è spostata sulla gestione dei fondi ministeriali. Fruganti ha citato l’esempio del playground di Casa del Diavolo, sostenendo che alcuni esponenti della maggioranza abbiano tentato di prendersi meriti per un’opera interamente finanziata e gestita dal Ministero dello Sport. Questo episodio, definito dalla consigliera come un “furto di verità”, avrebbe trovato conferma nelle stesse dichiarazioni dell’assessore competente, che ha dovuto ristabilire la realtà dei fatti. In conclusione, emerge il ritratto di un’amministrazione che, secondo l’opposizione, preferisce fare contrasto ideologico piuttosto che fornire risposte concrete alle periferie.

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