Confesercenti, Green pass obbligo escluda zone bianche e i piccoli locali

Rischia di spegnere la ripartenza di pubblici esercizi e attività turistiche

 
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Confesercenti, green pass covid obbligo escluda zone bianche e i piccoli locali

“Oggi il Governo pare voglia decidere in merito all’utilizzo del green pass. Noi speravamo fosse l’estate del rilancio, ma l’incertezza generata dalla quarta ondata rischia di spegnere la ripartenza di pubblici esercizi e attività turistiche alle porte del picco della stagione. In considerazione della fase delicata, chiediamo al governo di agire con prudenza e valutare gli effetti del green pass sulle imprese, escludendo comunque dall’obbligo i piccoli locali con pochi coperti e le attività della zona bianca che già avevano riaperto, anche perché in estate si vive prevalentemente fuori e non a caso le norme avevano permesso una ampia riapertura delle attività”. Così Confesercenti in una nota del presidente regionale Toscana Nico Gronchi.

Un’estensione dell’obbligo a tutta Italia, a prescindere dai colori delle zone e dall’effettivo rischio di assembramento dei locali, avrebbe un impatto rilevante sui fatturati delle imprese – prosegue Gronchi -. Ma anche sul clima di fiducia: in primo luogo per i bar, che potrebbero doversi trovare a richiedere il green pass anche per un caffè e che dovranno dedicare un lavoratore al controllo dei certificati. Anche nel caso dei ristoranti, bisognerebbe prevedere l’obbligo, se proprio necessario, solo per servizi al chiuso con un numero di coperti importante, tale da creare effettivamente un rischio”.

“La prudenza deve ispirare le decisioni nazionali e locali soprattutto per il mese di agosto – aggiunge Gronchi – dove 6 milioni e 300mila famiglie con minori al seguito, si sta parlando di diciotto milioni di soggetti, sono a decidere il loro periodo di vacanza e lo stanno facendo con un grado maggiore di incertezza. Come pure il ricorso ai molteplici tamponi si traduce in una quota non inferiore ai 25 euro che certamente non aiuta”.

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