Corteo fino alla Regione: “Difendere il reddito delle imprese”
Si è svolta questa mattina a Perugia la mobilitazione promossa da Coldiretti per chiedere interventi urgenti a sostegno dell’agricoltura regionale. Centinaia di agricoltori, molti dei quali arrivati con i propri trattori, hanno dato vita a un corteo partito da Piazza Partigiani e diretto verso Piazza Italia, davanti alla sede della Regione Umbria.
La manifestazione ha riportato al centro del dibattito le difficoltà che stanno attraversando le imprese agricole umbre, tra costi di produzione in crescita, prezzi spesso inferiori ai costi sostenuti dalle aziende, ritardi nei pagamenti dei contributi e un carico burocratico considerato eccessivo dagli operatori del settore.
Agricoltori in corteo per chiedere risposte
La mobilitazione ha visto la partecipazione di numerosi imprenditori agricoli provenienti da tutto il territorio regionale. L’obiettivo dichiarato è stato quello di portare all’attenzione delle istituzioni regionali una piattaforma di richieste ritenute indispensabili per salvaguardare il reddito delle aziende e garantire il futuro produttivo dell’agricoltura umbra.
Tra i punti principali della piattaforma figurano la semplificazione amministrativa, tempi certi per i pagamenti dei contributi, sostegni alle filiere agricole regionali, interventi sulla gestione della fauna selvatica e delle risorse idriche, oltre alla tutela del Made in Umbria agroalimentare e alla necessità di affrontare l’emergenza legata alla manodopera agricola.
“Difficile lavorare così”
Durante la manifestazione sono state raccolte anche le testimonianze di alcuni agricoltori presenti in piazza. Uno di loro ha spiegato le motivazioni della protesta sottolineando le difficoltà quotidiane del settore.
«Noi agricoltori umbri oggi abbiamo grosse difficoltà a fare il nostro lavoro e a farlo per tutti i cittadini. Non siamo qui per disturbare, ma per chiedere che i nostri problemi vengano finalmente risolti in modo incisivo, così che ognuno possa continuare a svolgere il proprio lavoro e la comunità possa usufruire dei nostri servizi».
Filiera agricola in sofferenza
Un secondo agricoltore ha evidenziato come la crisi riguardi trasversalmente gran parte delle produzioni regionali. «L’agricoltura oggi soffre in tutti i comparti: dalla cerealicoltura all’olivicoltura fino alla zootecnia. A pesare è soprattutto una burocrazia estrema. Per questo siamo qui a chiedere una semplificazione concreta: è il momento che le istituzioni ascoltino davvero gli agricoltori e trasformino le parole in fatti».
Le richieste di Coldiretti
A ribadire le priorità del settore è stato il presidente regionale di Albano Agabiti, che ha guidato la mobilitazione davanti alla sede della Regione. «Siamo tornati in piazza per difendere il reddito degli agricoltori umbri. Il valore di mercato dei nostri prodotti continua a scendere mentre i costi di produzione aumentano sempre di più. Servono interventi concreti: sburocratizzazione, procedure più semplici e pagamenti rapidi».
Agabiti ha sottolineato inoltre la necessità di valorizzare le produzioni regionali attraverso il rafforzamento del marchio territoriale e l’utilizzo dei prodotti umbri nelle mense pubbliche e nella distribuzione.
«Dobbiamo valorizzare il Made in Umbria – ha aggiunto – utilizzando i nostri prodotti nelle mense scolastiche, in quelle ospedaliere, ma anche nella grande distribuzione e nella ristorazione».
Un settore sotto pressione
Secondo Coldiretti, il comparto agricolo regionale sta attraversando una delle fasi più difficili degli ultimi anni. L’aumento dei costi energetici e dei fattori produttivi, insieme ai rischi climatici sempre più frequenti, stanno mettendo sotto pressione numerose aziende.
Tra le criticità segnalate dagli agricoltori figurano anche l’accesso al credito, la gestione delle aree vulnerabili ai nitrati, il problema del gasolio agricolo e il declassamento di alcune aree montane.
La mobilitazione di oggi rappresenta quindi un segnale forte indirizzato alla Regione: non una richiesta di privilegi, ma la richiesta di condizioni che permettano alle imprese agricole di continuare a produrre, creare occupazione e presidiare il territorio. «Senza agricoltura – hanno ribadito gli organizzatori – non c’è futuro per l’Umbria».

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