11 ottobre, giovani in piazza a Perugia per il diritto all’abitare e contro il caro bollette
Martedì 11 Ottobre a Perugia si svolgerà un presidio alle ore 15.00 in Piazza Italia, di fronte il palazzo della Regione, per richiedere un tavolo di confronto con la Giunta regionale sul problema dell’abitare e il costo della vita per gli studenti ed i giovani in Umbria.
Tra i più colpiti, in questo periodo, ci sono gli studenti dell’Università di Perugia. “Siamo in piena emergenza abitativa. Inoltre, il caro bollette e il carovita si sommano ad una spesa già ingente sostenuta dagli studenti durante il loro percorso universitario” – dichiara Nicola Cardinali, coordinatore di Link Coordinamento Universitario Perugia -.
“Oggi poter studiare è diventato un privilegio. Nell’attuale situazione, in tantissimi non sono nelle condizioni di poter frequentare le lezioni, per la mancanza di posti letto nei collegi universitari o di camere e appartamenti in affitto in città. Quando si riesce a trovare un alloggio in molti casi vediamo anche un importante aumento delle mensilità rispetto agli anni passati, talvolta al limite della speculazione. C’è chi si sta approfittando di una situazione di estremo bisogno”.
In Italia ci sono 40mila posti letto a fronte di 421mila fuorisede e quasi due milioni di studenti universitari in tutto; la media nazionale è di 5,6 posti alloggio ogni 1000 studenti.
Ciò è causato da anni di definanziamenti e disinteresse per il problema degli studenti idonei all’alloggio gratuito, ma esclusi per mancanza di posti effettivi, sottolinea il sindacato universitario. Più di 600 persone rientrano in questa categoria, ad oggi, tra coloro che studiano in Umbria.
Un problema, quello del costo della vita, che non tocca solo gli studenti dell’Università di Perugia, ma tutti i giovani. Alice Spilla, di Una Regione Per Restare, spiega: “l’aumento dei costi delle bollette, degli affitti e della vita ha raggiunto dei livelli totalmente insostenibili.
Negli ultimi venti anni sono stati quindicimila i giovani che hanno abbandonato la nostra regione. In questo momento più che mai è necessario trovare collettivamente soluzioni ad una situazione che sta rendendo impossibile per i giovani vivere in Umbria, in cui già non ci sono sufficienti opportunità lavorative e servizi pubblici efficienti”.

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