Bagno pubblico in un bar? Chi può utilizzarlo? Cosa prevede la legge?

 
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Bagno pubblico in un bar? Chi può utilizzarlo? Cosa prevede la legge?

Bagno pubblico in un bar? Chi può utilizzarlo? Cosa prevede la legge?

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Abbiamo parlato ieri della brutta storia accaduta a una famiglia peruviana, all’interno di un bar di Spello. La vicenda del wc, negato da parte del titolare, ha fatto il giro del web. Anche per via del video che la vittima ha girato all’interno del bar, quando si è vista negare il bagno, pur avendo consumato regolarmente. La vicenda è diventata virale e questo danneggia l’immagine di Spello, la Splendidissima Colonia Julia, e rappresenta un segno di grandissima inciviltà da parte del gestore dell’esercizio.

Ai tanti che chiedono qual è il bar e se la storia è vera, rispondiamo che, per scelta, non vogliamo fare il nome, anche se gli spellani lo conoscono benissimo. Non è nostra intenzione accanirci su chi gestisce quell’esercizio commerciale, ma vogliamo e lo ripetiamo, che il sindaco Moreno Landrini si faccia promotore di una iniziativa di solidarietà, nei confronti di quella famiglia e di quelle persone che sono state così brutalmente vessate. Sì, la storia accaduta alla giovane cliente originaria del Perù, ma nata in Italia, è purtroppo vera. Ma non è l’unica vicenda e questo gli abitanti di Spello lo sanno.

Si è parlato di razzismo, poiché la famiglia è straniera, ma da alcune segnalazioni arrivate da Facebook, abbiamo notato che la cosa si verifica molto spesso, non solo con i turisti che vanno e vengono nella città, italiani o stranieri che siano, ma anche nei confronti degli stessi spellani. In pratica nel bagno di quel bar non ci può andare nessuno e a detta dello stesso titolare possono andare solo i clienti, ma quelli veri, così come si sente nel video in questione. Due euro di gomme da masticare non basterebbero, sempre secondo lo stesso “padrone” del bar, figuriamoci un caffè che costa meno.

Al di là di tutto questo, noi abbiamo fatto una ricerca tra le leggi e abbiamo letto un passaggio molto chiaro che riportiamo qui: «C’è una normativa – spiega il sito web La Legge è uguale per tutti – che obbliga gli esercizi pubblici ad avere un bagno. Non c’è, invece, quella che obbliga il gestore dell’esercizio pubblico a metterlo a disposizione dei clienti in maniera gratuita. Insomma, il “bisognino”, in un modo o in un altro, bisogna pagarlo. A meno di non trovarsi di fronte ad un esercente particolarmente comprensivo e disponibile: se la gentilezza paga, magari il cliente apprezza il gesto e, risolta l’esigenza fisiologica, si ferma non per un caffè ma addirittura per un cappuccino. Con il cornetto. Alla marmellata. Tanto, ormai non ha più la stessa fretta».

Ma per il bagno pubblico qual è realmente l’obbligo del proprietario: «Il proprietario di un bar – sempre secondo il sito di consulenza legale – è tenuto ad avere un bagno, a norma e funzionante. Altrimenti è passibile di sanzioni. Se il cliente ha ordinato e pagato una consumazione si sente dire che il bagno non c’è o è fuori uso, può chiamare i vigili urbani per una verifica. Se dal controllo emerge che, in effetti, il locale non ha un bagno a disposizione, il proprietario pagherà la multa. Ma se il bagno c’è – secondo il Testo Unico delle Leggi sulla Pubblica Sicurezza (art. 187 Tulps) -, il cliente per poter utilizzare il bagno deve pagare almeno una consumazione. Il gestore di un pubblico esercizio non può rifiutarsi di mettere la sua toilette a disposizione di un cliente pagante senza giustificato motivo e che abbia preso almeno un caffè o un pacchetto di caramelle». 

LEGGI ANCHE: Il bagno è per i clienti, famiglia straniera cacciata da un bar di Spello VIDEO

Cosa dice l’articolo 187?
Salvo quanto dispongono gli artt. 689 e 691 del codice penale, gli esercenti non possono senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo.

Il comportamento descritto costituisce violazione all’art. 187 Reg. Esec. T.U.L.P.S. punito dall’art. 221bis del T.U.L.P.S. con la sanzione pecuniaria amministrativa da € 516 a € 3.098.

Guardando la pagina Facebook del bar ci sono delle recensioni negative da una “stella” che raccontano tutte lo stesso motivo: il bagno negato ai clienti. Ne riportiamo alcune.

«…ho chiesto di usare i servizi igienici dopo aver ordinato 2 caffè, e il gestore ha risposto senza esitazione che erano fuori servizio. Stava chiaramente mentendo!»

«Viaggio molto per lavoro ma è la prima volta che mi imbatto in un esercente cafone e maleducato che invece di essere ospitale con il cliente si pone davvero in modo molto sgradevole! Dopo aver consumato al bar ho chiesto di andare in bagno ma mi sono sentito rispondere che non era possibile perché avevo preso un solo caffè. Roba da chiodi! Spero vivamente che questo signore cambi mestiere e che non abbia a che fare con il pubblico – magari in un posto sperduto qualsiasi – lontano dalla collettività perché nuoce gravemente alla reputazione di tutte le brave persone che vivono in questo splendido comune italiano».

«Non merita neanche una stella. entriamo per dei gelati e con l’occasione il bambino chiede di andare in bagno quel cafone maleducato e senza rispetto per le persone ed i clienti ci abbaia contro dicendo che non è un bagno pubblico ed è solo per i clienti. ma noi eravamo dei clienti ovviamente abbiamo risposto a tono e ce ne siamo andati. e un bar da non frequentare».

«Non fanno utilizzare il wc nemmeno se si consuma qualcosa. Baristi scortesi».

«Persone cafone che la gentilezza non sanno cosa vuol dire, anche noi entriamo con l’intento di consumare ma dopo esserci stato maleducatamente negato di andare in bagno (io incinta di 6 mesi) siamo stati letteralmente cacciati…abbiamo consumato da bere altrove e si meritano una cattiva pubblicità…»

«Massima scortesia, ospitalità zero, ignoranza 10»

«Titolare che rifiuta l’uso del bagno, avendo anche acquistato qualcosa, ignorando i bisogni della clientela. Ante la segnalazione che un servizio pubblico dovrebbe concederlo per legge, lui risponde in modo scortese “questa è casa mia e faccio quello che voglio”. Persone così danneggiano l’immagine del paese, dimostrando poca educazione ed intelligenza. Baristi scortesi».

 

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