Vizio totale di mente, assolto giovane per omicidio di Postiglione

Vizio totale di mente, assolto giovane per omicidio di Postiglione
Salvatore Postiglione

Sei anni in comunità dopo l’assoluzione per vizio totale mente

Assoluzione per incapacità di intendere e di volere

🔴 Omicidio di Foligno, assolto il giovane imputato. Il Tribunale per i minorenni di Perugia ha riconosciuto il vizio totale di mente al momento dei fatti. Disposta una misura di sicurezza di sei anni in una comunità terapeutica. Annunciata un’azione civile dalla famiglia della vittima. #Foligno #Umbria #Cronaca #Giustizia #Omicidio


Il Tribunale per i minorenni di Perugia ha assolto dall’accusa di omicidio volontario il giovane di origine moldava che il 7 novembre 2024 uccise a coltellate Salvatore Postiglione, capomastro dell’impresa edile nella quale il ragazzo aveva lavorato per un breve periodo come apprendista.

La decisione è arrivata al termine del procedimento penale, nel quale è stato accertato che al momento dei fatti l’imputato era totalmente incapace di intendere e di volere. L’accertamento deriva dalla perizia psichiatrica disposta nel corso del giudizio, che ha evidenziato la presenza di un grave disturbo schizofrenico, già documentato in precedenza.

L’esclusione dell’imputabilità ha portato quindi all’assoluzione. Contestualmente, i giudici hanno ritenuto che il giovane sia ancora socialmente pericoloso, disponendo una misura di sicurezza finalizzata alla prosecuzione del percorso terapeutico.

Disposta una misura di sicurezza di sei anni

Pur pronunciando l’assoluzione, il Tribunale ha ordinato che il giovane rimanga per sei anni all’interno di una comunità, dove dovrà proseguire il trattamento psichiatrico e il programma riabilitativo.

Nel frattempo l’imputato, che oggi ha 19 anni, ha ottenuto la cittadinanza italiana e, secondo quanto emerso durante il processo, ha registrato progressi sotto il profilo clinico.

La misura adottata punta quindi a garantire la continuità delle cure e del percorso riabilitativo, ritenuti necessari alla luce delle conclusioni raggiunte dagli specialisti incaricati della valutazione psichiatrica.

Le parole rivolte ai familiari della vittima

Durante l’udienza il giovane ha chiesto perdono alla vedova e a uno dei due figli di Salvatore Postiglione, entrambi presenti in aula.

Davanti ai giudici ha spiegato di non essere stato consapevole di ciò che stava facendo al momento dell’aggressione e di aver acquisito una graduale consapevolezza della gravità dell’accaduto soltanto con il trascorrere del tempo.

Le dichiarazioni sono state rese nel corso dell’udienza nella quale è stata pronunciata la sentenza del Tribunale per i minorenni.

Esclusa la premeditazione

Gli atti processuali hanno escluso la presenza di una premeditazione dell’omicidio. Dalla ricostruzione contenuta nel procedimento non è emerso un movente riconducibile alla realtà dei rapporti personali o lavorativi.

Secondo quanto accertato nel corso del giudizio, la violenza sarebbe stata determinata dai sintomi del disturbo psicotico di cui il giovane soffriva all’epoca dei fatti, elemento ritenuto decisivo per escludere la responsabilità penale.

La perizia psichiatrica ha rappresentato il principale elemento sul quale il Tribunale ha fondato la propria decisione, riconoscendo il vizio totale di mente al momento dell’omicidio.

Il contesto della vicenda

Il delitto avvenne il 7 novembre 2024 a Foligno. Salvatore Postiglione lavorava come capomastro nell’impresa edile dove il giovane aveva prestato servizio per un periodo limitato.

Dopo l’aggressione mortale, il ragazzo fece ritorno a casa, dove viveva con la madre a Foligno, utilizzando un monopattino.

Nel corso del processo è stato inoltre affrontato il tema del possibile rapporto tra la vicenda e l’ambiente di lavoro. L’avvocato Alberto Maria Onori, legale della famiglia della vittima, ha osservato che l’episodio sarebbe da ricondurre ai rapporti maturati nell’ambito lavorativo e ha ipotizzato che il giovane, a causa delle proprie condizioni psicologiche, non abbia retto alle pressioni del cantiere, sfogando la propria violenza nei confronti del capomastro.

Lo stesso legale ha annunciato l’intenzione di promuovere un’azione civile per ottenere il risarcimento dei danni in favore dei familiari della vittima.

La decisione del Tribunale

La sentenza del Tribunale per i minorenni di Perugia conclude il procedimento penale sotto il profilo della responsabilità dell’imputato, riconoscendo che il giovane non era imputabile al momento dell’omicidio a causa del vizio totale di mente.

Allo stesso tempo, la decisione dispone una misura di sicurezza della durata di sei anni in una comunità terapeutica, ritenuta necessaria per assicurare la prosecuzione delle cure psichiatriche e del percorso di riabilitazione, alla luce della persistente valutazione di pericolosità sociale emersa nel corso del giudizio.

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