Violenza domestica e atti persecutori nel lockdown, in azione l’Anticrimine della Polizia

 
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Violenza domestica e atti persecutori nel lockdown, in azione l’Anticrimine della Polizia

Il periodo appena trascorso, ove l’emergenza epidemiologica in atto ha costretto il Governo ad applicare stringenti misure di contenimento del virus Covid-19, ha visto, un aumento del numero dei conflitti in ambito familiare nul Territorio Nazionale (Istat – maggio 2020), in contesti già compromessi, ma duramente provati ed esacerbati a causa dalla convivenza forzata data dall’impossibilità di uscire dalla propria abitazione.

Per tale motivo la Divisione Anticrimine della Questura di Perugia ha posto particolare attenzione alle richieste di aiuto pervenute al numero di emergenza 113 ed agli interventi effettuati da personale della Squadra Volante in ambito domestico, al fine di monitorare le situazioni più delicate suscettibili di degradare ad episodi ben più gravi di quelli riferiti.

Per rispondere a tali esigenze di maggiore tutela il Questore della provincia di Perugia, nell’ultimo mese, ha emesso i seguenti provvedimenti di ammonimento:

  • 7 ammonimenti per violenza domestica emessi nei confronti di cinque cittadini italiani ed un cittadino tunisino resisi responsabili di aver cagionato lesioni personali nei confronti del proprio coniuge o compagna e che hanno costretto le vittime a far ricorso alle cure mediche del personale sanitario del pronto soccorso.
  • Inoltre è stata ammonita una donna di 20 anni che, di primo mattino, si era recata presso l’abitazione del fidanzato aggredendo sia lui che la madre corsa in aiuto del figlio. Sul posto è intervenuta una pattuglia della Squadra Volante e personale medico del 118 che ha trasportato l’uomo presso il locale pronto soccorso ove, sottoposto alle cure mediche, gli è stata diagnosticata una contusione alla spalla ed escoriazioni in varie parti del corpo.
  • 1 ammonimento per atti persecutori emesso nei confronti di un uomo di 57 anni, originario di Gualdo Tadino, che aveva posto in essere ripetute condotte moleste e minacciose nei confronti dei familiari ed in particolar modo impediva loro l’accesso alla proprietà comune aggredendoli verbalmente e minacciandoli ogni qualvolta tentavano di farlo.

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