Un 68enne nel mirino della procura, tragedia a Terni
Lo schianto sulla regionale 79
Domenica 14 giugno 2026, nella tarda mattinata, la strada regionale 79 che costeggia il lago di Piediluco, nel territorio di Terni, è diventata teatro di una tragedia. Valentino Pompili, 35 anni, originario di Todi e residente a Terni, ha perso la vita in seguito a un violento impatto tra la sua motocicletta, una Yamaha XT 660, e una Jeep Renegade condotta da un uomo di 68 anni, anch’egli ternano.
Lo scontro si è verificato all’altezza del Circolo Canottieri di Piediluco. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, la Jeep stava effettuando una manovra di svolta per immettersi nel parcheggio del circolo quando si è prodotto il contatto frontale con la moto, che procedeva in direzione di Piediluco provenendo da Terni. I segni lasciati sull’asfalto testimoniano che Pompili aveva tentato di frenare prima di perdere il controllo del mezzo. L’impatto è stato di una violenza tale da non lasciare scampo al motociclista.
I soccorsi e il decesso sul posto
I primi a intervenire sono stati alcuni medici e infermieri presenti al Circolo Canottieri al momento dell’incidente. Le condizioni di Valentino Pompili sono apparse immediatamente disperate. È stato attivato in codice rosso l’elisoccorso Nibbio, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile. Il personale sanitario del 118, che conosceva bene il giovane autista-soccorritore, ha dovuto arrendersi di fronte all’evidenza. Il decesso è stato accertato sul posto prima ancora che l’elicottero atterrasse.
La moglie di Valentino, anche lei operatrice nel settore sanitario come infermiera — già volontaria del 118 di Avigliano Umbro — lo aveva chiamato più volte al telefono quella mattina senza riuscire ad avere risposta. Il giovane era uscito per una gita in moto domenica mattina: non è più tornato a casa. Lascia due figli piccoli e un vuoto profondo in tutta la comunità umbra.
L’indagine per omicidio stradale
La Polizia Stradale di Terni, scrive Nicoletta Gigli su Il Messaggero, ha effettuato i rilievi tecnici necessari per ricostruire con precisione la dinamica dello schianto. La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo per omicidio stradale. Il fascicolo è coordinato dal pubblico ministero Camilla Coraggio, che ha disposto sia il sequestro dei due veicoli coinvolti sia l’esecuzione dell’autopsia sulla salma di Valentino Pompili, trasferita all’obitorio dell’ospedale Santa Maria di Terni.
Nel registro degli indagati è stato iscritto il conducente della Jeep Renegade, il 68enne ternano rimasto illeso nello scontro. L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta, come da prassi procedurale, un atto dovuto che garantisce all’uomo la facoltà di nominare un difensore e di opporsi agli accertamenti peritali sui veicoli. Moto e automobile sono state sottoposte a sequestro per consentire ulteriori analisi tecniche.
Chi era Valentino Pompili
Valentino Pompili lavorava come autista-soccorritore per l’Usl Umbria 1, con incarico operativo nell’unità di pronto soccorso del Trasimeno, in forza all’ospedale di Castiglione del Lago. In precedenza, aveva prestato servizio come volontario presso la Croce Rossa Italiana, comitato di Avigliano Umbro, attività che condivideva con la moglie. Il suo profilo professionale era quello di una persona profondamente dedita al soccorso, apprezzata tanto dai colleghi quanto dalle istituzioni.
Il padre di Valentino è dipendente della Provincia di Terni. Palazzo Bazzani ha espresso cordoglio ufficiale: il presidente Stefano Bandecchi, il vice Francesco Maria Ferranti e l’intero Consiglio provinciale hanno trasmesso le condoglianze alla famiglia e alle strutture sanitarie con cui Pompili collaborava. Anche la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha partecipato pubblicamente al lutto, definendo il giovane un professionista esemplare la cui generosità e abnegazione resteranno nel ricordo di quanti lo hanno conosciuto.
Il dolore di una comunità intera
La notizia si è diffusa rapidamente in tutta l’Umbria, generando un’ondata di messaggi di cordoglio sui canali istituzionali e sui social. La Croce Rossa di Avigliano Umbro ha espresso il proprio lutto pubblicamente, ricordando Valentino come volontario e dipendente di grande valore umano. I colleghi del 118 del Trasimeno, molti dei quali conoscevano personalmente sia lui sia la moglie, hanno vissuto ore di profondo dolore.
Nel frattempo, la procura di Terni prosegue le indagini. Gli esiti dell’autopsia e le perizie sui veicoli forniranno elementi fondamentali per ricostruire con esattezza le responsabilità nella dinamica dello schianto. Sul fronte della sicurezza stradale, la morte di Valentino Pompili riporta all’attenzione pubblica il rischio elevato che caratterizza molti tratti della viabilità umbra, in particolare quelli che attraversano zone lacustri e turistiche percorse da motociclisti soprattutto nei fine settimana estivi.

Commenta per primo