Telecamere inutili, a Fontivegge vogliono Polizia ed Esercito

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Telecamere inutili, a Fontivegge vogliono Polizia ed Esercito

«Apprendiamo che si pensa di risolvere il problema sicurezza a Fontivegge con più telecamere e pali della luce: siamo sempre più convinti che oltre a quanto sopra, ci vogliano l’operazione Strade sicure e la presenza di un posto fisso di Polizia, onde neutralizzare tutta la ‘zavorra’ improduttiva e criminale che attanaglia il quartiere da più di 20 anni, in modo da ripristinare la vivibilità perduta». Lo scrive sul Progetto Fontivegge Giulietto Albioni, uno dei promotori del gruppo e che da anni si batte per la sicurezza del quartiere. L’esercito è stato richiesto da tempo e i residenti non fanno altro che rimarcarlo.

Continuano, intanto le segnalazioni di degrado, tra queste anche quella dell’ultimo tratto di Via San Prospero, spesso ignorato dalle cronache locali. «Ancora brutte notizie dalle palazzine  – scrive Andrea Fais sul gruppo – che ormai da almeno un paio d’anni ospitano richiedenti asilo africani e afghani/pakistani, spesso tramite l’intermediazione delle associazioni dedite all’accoglienza ma non solo. Ragazzine, presumibilmente minorenni, in compagnia di immigrati in evidente stato di alterazione, vengono condotte nelle abitazioni affittate, per poi uscirne, anch’esse in evidente stato alterato, dopo circa un’ora. Cosa possa succedere all’interno di questi appartamenti, lo lasciamo all’immaginazione del lettore».

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