📌 FLASH NEWS – Stupro di Gubbio, condannati tutti e tre gli imputati per i fatti avvenuti nella notte tra il 4 e il 5 settembre dello scorso anno. Due pene da 6 anni e 8 mesi e una da 6 anni e 4 mesi. Il totale è di 19 anni e 8 mesi. Domiciliari con braccialetto elettronico
Tre condanne per la violenza denunciata a Gubbio
Sono stati condannati tutti e tre gli imputati nel procedimento per la violenza sessuale ai danni di una donna di 36 anni avvenuta nella notte tra il 4 e il 5 settembre dello scorso anno a Gubbio. Il giudice per l’udienza preliminare Valeria Casciello ha pronunciato la sentenza nel pomeriggio, infliggendo complessivamente 19 anni e 8 mesi di reclusione.
Per i due fratelli pugliesi, residenti a Nardò e di 36 e 44 anni, la pena stabilita è di 6 anni e 8 mesi ciascuno, in linea con quanto richiesto dalla procura. Per il terzo imputato, un cuoco di Gualdo Tadino, il Gup ha invece disposto 6 anni e 4 mesi, quattro mesi in più rispetto ai sei anni sollecitati dal pubblico ministero Laura Reale.
Il procedimento è stato celebrato con rito abbreviato.
La ricostruzione accolta dal giudice
Secondo la ricostruzione dell’accusa recepita nella decisione del Gup, l’episodio si verificò mentre la 36enne si trovava in automobile insieme al compagno, un uomo di 48 anni, nel parcheggio di piazza 40 Martiri.
Uno dei tre imputati avrebbe aperto lo sportello della vettura e trascinato la donna fuori dall’abitacolo. La vittima sarebbe stata spinta contro un’altra automobile e successivamente palpeggiata.
Contemporaneamente, secondo la contestazione, gli altri avrebbero fatto scendere dall’auto il compagno della donna. L’uomo sarebbe stato colpito con calci e pugni e immobilizzato, impedendogli così di intervenire in difesa della 36enne.
La ricostruzione processuale attribuisce successivamente anche a un secondo componente del gruppo una partecipazione alla violenza ai danni della donna.
Contestati anche lesioni e tentata rapina
Il procedimento non riguardava soltanto l’accusa di violenza sessuale. Secondo quanto contestato, durante l’aggressione gli imputati avrebbero anche cercato di impossessarsi del denaro del 48enne.
Il tentativo non sarebbe andato a buon fine perché l’uomo non aveva con sé denaro contante. Da questo episodio deriva la contestazione di tentata rapina, che si aggiunge a quelle di violenza sessuale in concorso e lesioni personali.
Il giudice, con la sentenza pronunciata nel pomeriggio, ha dunque accolto l’impianto accusatorio sottoposto alla sua valutazione nell’ambito del giudizio abbreviato.
Gli imputati avevano respinto le accuse
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, i tre uomini avevano fornito una versione differente dell’accaduto, respingendo le accuse formulate nei loro confronti.
Avevano sostenuto di essere intervenuti per aiutare la donna a rialzarsi, riferendo che si trovasse in stato di alterazione dovuto all’alcol. Una ricostruzione difensiva che non ha trovato accoglimento nella decisione pronunciata dal Gup.
La sentenza di primo grado stabilisce quindi responsabilità e pene per tutti e tre gli imputati, pur con una diversa quantificazione per il terzo uomo.
Domiciliari e braccialetto elettronico
I tre condannati si trovano agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il cuoco resta sottoposto alla misura a Gualdo Tadino, mentre i due fratelli si trovano ai domiciliari a Nardò, in provincia di Lecce.
La difesa ha presentato un’istanza per la revoca della misura cautelare. Sulla richiesta il giudice dovrà pronunciarsi entro cinque giorni.
Il legale ha inoltre annunciato l’intenzione di presentare appello contro la sentenza dopo aver esaminato le motivazioni. Queste ultime saranno depositate entro novanta giorni.
La decisione pronunciata dal Gup rappresenta pertanto il primo grado di giudizio e non è definitiva. Saranno le successive fasi processuali, qualora venga formalizzato il ricorso annunciato dalla difesa, a riesaminare la vicenda e le responsabilità stabilite dalla sentenza.

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