Sicurezza urbana, Terni amplia la rete fino a 296 telecamere

Negozianti sotto pressione, Terni City vuole nuovi controlli

Videosorveglianza, 56 nuovi occhi elettronici contro i reati

📌 FLASH NEWS – Terni punta a potenziare la videosorveglianza con 56 nuove telecamere. Il progetto da 250mila euro sarà candidato ai fondi del Viminale. La rete comunale salirebbe da 240 a 296 apparati, con più controlli nelle aree critiche.


Palazzo Spada punta sul potenziamento della videosorveglianza

Cinquantasei nuove telecamere per ampliare il controllo del territorio di Terni e rafforzare gli strumenti destinati alla sicurezza urbana. È il progetto sul quale punta Palazzo Spada attraverso la partecipazione al bando Sicurezza urbana 2026 del Ministero dell’Interno. L’amministrazione comunale intende ottenere le risorse statali necessarie per estendere una rete che dispone attualmente di 240 apparati.

La giunta comunale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica, passaggio necessario per presentare la candidatura al finanziamento del Viminale. L’investimento previsto ammonta complessivamente a 250mila euro. Nelle intenzioni del Comune, l’intera somma dovrebbe arrivare dalle risorse statali, senza una quota di cofinanziamento direttamente a carico dell’ente.

Se il progetto otterrà il finanziamento e sarà successivamente realizzato, scive Monica di Lecce su Il Messaggero di oggi,  il numero complessivo degli apparati presenti sul territorio comunale passerà da 240 a 296 telecamere, con una crescita superiore al 20 per cento rispetto alla dotazione attuale.

Le nuove apparecchiature nelle aree oggi non coperte

La distribuzione dei nuovi dispositivi è stata studiata per raggiungere soprattutto zone attualmente non servite dalla rete comunale di videosorveglianza. Particolare attenzione viene riservata alle aree considerate maggiormente problematiche dal punto di vista della sicurezza urbana e del controllo degli spazi pubblici.

L’assessore ai lavori pubblici Sergio Anibaldi ha spiegato che l’ampliamento consentirebbe di aumentare in maniera significativa la rete già operativa. La finalità indicata dall’amministrazione è mettere a disposizione del Comune, della Polizia locale e delle forze dell’ordine ulteriori strumenti per le attività di prevenzione e contrasto dei fenomeni di illegalità.

Il progetto interessa numerosi punti della città e prevede apparecchiature con caratteristiche differenti a seconda delle esigenze individuate nelle singole zone.

Da via Garibaldi a piazza Solferino, la mappa degli interventi

Nel dettaglio, sono previste due telecamere fisse in via Garibaldi. Lo stesso numero di dispositivi è programmato in largo don Minzoni, piazzale Senio, via Vulcano, via Murri, via Piave, nell’area via Bezzecca-via Mauri, in via Lessini, piazza Solferino e via Puglie.

A vocabolo Staino il piano prevede invece l’installazione di una telecamera mobile speed dome, apparecchiatura destinata ad aggiungersi alla rete di controllo prevista per il territorio.

Due telecamere fisse sono programmate anche in viale Trieste, via Tre Venezie, via Narni, via del Convento, strada di Collesecozza e via Ippocrate. La distribuzione punta quindi a interessare diverse aree urbane, ampliando progressivamente la copertura rispetto al sistema già disponibile.

Altri dispositivi in diversi punti della città

Il progetto prevede una dotazione maggiore in alcune ulteriori zone. Tre telecamere fisse potrebbero essere collocate in via Piemonte, via San Nicandro, via Urbinati e via Maria Angelini.

Sono invece quattro gli apparati fissi previsti al belvedere inferiore della Cascata delle Marmore. Altre quattro telecamere sono programmate in piazza del Popolo e quattro a piazzale Bosco.

L’ampliamento non riguarda quindi esclusivamente il centro cittadino, ma comprende una serie di località e strade distribuite sul territorio comunale. La scelta dei punti risponde all’obiettivo dichiarato di estendere il controllo elettronico negli spazi che attualmente non dispongono della copertura garantita dalla rete pubblica.

Il sistema potrà leggere automaticamente le targhe

Un elemento centrale del progetto riguarda le funzioni tecnologiche associate alla nuova infrastruttura di videosorveglianza. Il sistema è stato pensato anche per permettere l’identificazione dei veicoli attraverso la lettura automatica delle targhe.

Questa funzione potrà agevolare il tracciamento dei mezzi qualora si verifichino illeciti sul territorio. Attraverso specifici moduli software, la piattaforma potrà inoltre essere collegata alla banca dati della Motorizzazione civile e ai database delle forze dell’ordine.

L’integrazione consentirebbe di effettuare verifiche sui veicoli individuati dalle apparecchiature e di segnalare in tempo reale determinate situazioni. Tra queste rientrano mezzi rubati, veicoli privi di assicurazione o revisione, sottoposti a fermo amministrativo oppure inseriti in liste utilizzate nell’ambito delle attività investigative.

Si tratta di funzioni che affiancherebbero la tradizionale acquisizione delle immagini, aumentando le possibilità operative della rete comunale una volta completato l’intervento.

Privacy e conservazione delle immagini prima dell’attivazione

L’eventuale installazione dei nuovi apparati dovrà procedere nel pieno rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali. Prima che le telecamere possano entrare effettivamente in funzione, sarà quindi necessario completare gli adempimenti richiesti dalle disposizioni vigenti.

Tra le procedure previste figura la valutazione d’impatto sulla privacy, insieme alla definizione dei tempi entro i quali potranno essere conservate le immagini registrate. Dovranno inoltre essere individuati i profili autorizzati ad accedere ai dati acquisiti dal sistema.

Il percorso comprende anche la predisposizione delle informative destinate ai cittadini, l’installazione della necessaria segnaletica e l’adozione delle misure di sicurezza collegate alla gestione delle registrazioni. L’ampliamento tecnologico sarà quindi accompagnato dalle procedure necessarie per disciplinare l’utilizzo delle immagini e delle informazioni raccolte.

Il passaggio in Prefettura prima della richiesta dei fondi

L’approvazione da parte della giunta comunale rappresenta una delle tappe dell’iter e non coincide con l’immediata installazione delle 56 telecamere. Il progetto dovrà essere trasmesso alla Prefettura e sottoposto al parere del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Questo passaggio è necessario per procedere successivamente con la richiesta del finanziamento previsto dal bando Sicurezza urbana 2026 del Ministero dell’Interno. Soltanto attraverso il completamento della procedura e l’eventuale ottenimento delle risorse potrà quindi concretizzarsi l’ampliamento previsto da Palazzo Spada.

La scelta dell’amministrazione è quella di puntare sul finanziamento statale per coprire l’intero investimento da 250mila euro, evitando di inserire nel progetto una compartecipazione economica diretta del Comune.

Il progetto dopo i recenti episodi nel centro cittadino

Il piano per il rafforzamento della videosorveglianza arriva in una fase nella quale alcuni recenti fatti di cronaca hanno alimentato preoccupazione nel centro di Terni. Tra gli episodi segnalati figura una rissa che ha coinvolto alcuni giovani e che è stata accompagnata da un inseguimento nel quale sarebbero stati impugnati coltelli.

Il progetto comunale, tuttavia, segue un proprio percorso amministrativo legato alla candidatura al bando ministeriale. L’obiettivo indicato da Palazzo Spada è aumentare la capacità di controllo degli spazi pubblici e fornire strumenti aggiuntivi alle strutture comunali e alle forze dell’ordine impegnate sul territorio.

Con le 56 nuove apparecchiature, qualora il finanziamento venga concesso e il piano sia portato a compimento, Terni potrebbe così disporre complessivamente di 296 telecamere, distribuite tra centro, quartieri, strade e altri punti individuati nel progetto. Una rete più estesa rispetto a quella attuale e dotata anche di strumenti per la lettura automatica delle targhe, subordinata al completamento dell’iter istituzionale e degli adempimenti previsti in materia di protezione dei dati personali.

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