Scuola specializzandi, procedimento disciplinare per direttrice neurologia
Un procedimento disciplinare, come da prassi, è stato aperto nei confronti della direttrice della scuola di specializzazione di Neurologia finita al centro di uno scandalo per delle presunte vessazioni che avrebbe messo in atto nei confronti dei suoi specializzandi in corsia.
Intanto ieri il presidente dell’Associazione liberi specializzandi Massimo Minerva – che aveva firmato l’esposto contro la direttrice della scuola di Specializzazione, rendendo noti anche gli audio che riportavano insulti e minacce – ieri è stato ascoltato per due ore dal sostituto procuratore Massimo Casucci.
“I temi trattati – scrive l’associazione in una nota stampa – riguardavano l’esposto presentato circa gli orari di servizio degli specializzandi di Neurologia Perugia, di pertinenza dell’Ispettorato del Lavoro, ed i comportamenti della Direttrice”.
Gli specializzandi di neurologia sempre ieri sono stati convocati dal Rettore. “Ci auguriamo – continua la nota – che non abbiano subito pressioni e soprattutto che l’Università sia limpida come lo siamo noi nel comunicare pubblicamente che azioni stanno compiendo per mettere fine alle illegalità ed inciviltà che avvengono nella scuola di Neurologia. La reputazione dell’Università di Perugia è messa a rischio, ma non da coloro che denunciano bensì da coloro che compiono e minimizzano. A seguito di questi ulteriori sviluppi, ribadiamo nuovamente che occorre la immediata sospensione della Prof.ssa dal suo incarico di Direttrice di Scuola di Specializzazione. Tale sospensione fino al termine delle indagini ed eventuali procedimenti penali è a garanzia dell’Università, del Reparto, della scuola di specializzazione e anche della Prof.ssa stessa”.
“La direttrice – scrive – si è trincerata nel silenzio e continua a svolgere il suo ruolo di Direttrice come se nulla fosse: tutto ciò è irrispettoso verso gli specializzandi e verso tutti i pazienti umbri. Sospenderla fino alla fine delle indagini è il minimo, oltre che un chiaro segno da parte di chi ha il dovere istituzionale di difendere gli interessi dell’università”.

La dichiarazione degli specializzandi mi sembra del tutto corretta e condivisibile. L’importante è che si arrivi al più presto alla decisione di un eventuale procedimento disciplinare (evitando che tutto finisca a tarallucci e vino) e che la Magistratura si esprima sulla squallida vicenda.