Scoperta la rete che operava tra social e dark web, indagini in corso
Rete criminale – Un’organizzazione strutturata con ruoli definiti. Un sistema dove – come scrive Il Messaggero a firma Egle Priolo – chi falsifica le ricette, chi raccoglie gli ordini, chi conserva le sostanze e chi gestisce la distribuzione operano in sinergia senza mai incontrarsi di persona. Così funzionava il gruppo con cui era in contatto Andrea Prospero, il diciannovenne trovato senza vita il 29 gennaio in un monolocale di via del Prospetto. Un appartamento costoso, ignoto a parenti e amici, ma non ai suoi contatti nella rete criminale.
La dinamica del suicidio di Prospero è stata seguita in diretta da alcuni membri del gruppo su Telegram. Dopo aver assunto una combinazione letale di benzodiazepine e ossicodone, i partecipanti alla chat si sono chiesti se fosse il caso di chiamare i soccorsi. Il dubbio solleva una questione: come avrebbero potuto indirizzare un’ambulanza se non avessero conosciuto l’ubicazione dell’appartamento?
Le indagini si concentrano su E.V., noto come Valemno, diciottenne romano agli arresti domiciliari per istigazione al suicidio, e su Thomas Burberry, altro giovane coinvolto nella chat al momento del gesto estremo di Prospero. L’ipotesi è che l’appartamento fosse stato destinato alle attività del gruppo, molto attivo nei circuiti online.
Sul gruppo Telegram, Prospero utilizzava diverse identità. Era noto come Criss, il giovane che annunciava la sua intenzione di togliersi la vita in diretta, ma anche come Ideal, rimosso dalla chat subito dopo l’assunzione delle pillole letali. Gli investigatori della squadra mobile e della polizia postale, guidati rispettivamente da Maria Assunta Ghizzoni e Michela Sambuchi, hanno già arrestato E.V. e denunciato I.R., diciottenne di Afragola, accusato di aver fornito l’ossicodone alla vittima.
Le indagini, coordinate dal procuratore capo Raffaele Cantone e dal sostituto Giuseppe Petrazzini, puntano ora a identificare altri membri del gruppo. Tra i sospettati ci sono individui con nomi in codice come Chef, Marco, El Diablo e lo stesso Burberry.
Un anno prima della morte, nel maggio 2023, Prospero tentò di acquistare ossicodone da un utente con lo pseudonimo El Diablo, cercando una spedizione a Lanciano, senza successo. C’è poi Chef, che distribuiva ricette mediche contraffatte, una delle quali firmata da una dottoressa in pensione di Ovindoli, all’oscuro dell’uso illecito dei suoi dati. Marco, invece, era già in contatto con Prospero, su suggerimento di Valemno, per procurarsi il farmaco letale senza dolore. Il 20 gennaio, quattro giorni prima della morte, Prospero scrisse a Marco, che gli confermò che le pillole provenivano da Valemno e che lui le custodiva solamente.
Dalla scuola al dark web, dalle droghe ai compiti, i membri della rete agivano con ruoli distinti, mantenendo una doppia vita all’insaputa delle famiglie. Un’organizzazione in cui le stanze dei ragazzi si trasformavano in basi operative per truffe e spaccio, con genitori ignari di ciò che accadeva dietro le porte chiuse. L’inchiesta prosegue con l’obiettivo di individuare altri responsabili e fare luce su una rete che operava nell’ombra, tra farmaci illegali e dinamiche pericolose sui social.

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