Quarto Passo, infiltrazioni ‘ndrangheta in Umbria, condannati i principali imputati

Violenza su studentessa, imputato a giudizio

Quarto Passo, infiltrazioni ‘ndrangheta in Umbria, condannati i principali imputati

Si è concluso il processo denominato “Quarto Passo” con 31 condanne per un totale di quasi 280 anni di reclusione. L’inchiesta, avviata dai carabinieri del ROS e coordinata dalla Procura di Perugia, ha portato alla luce l’attività di un’organizzazione criminale ritenuta collegata alla cosca Farao-Marincola di Cirò. L’associazione, secondo l’accusa, operava con finalità di controllo economico e sociale sul territorio, mettendo in atto usura, estorsioni, incendi dolosi, truffe e furti aggravati.

Le indagini hanno delineato un presunto sistema mafioso volto all’acquisizione diretta o indiretta di 39 imprese, 106 immobili, 129 veicoli, 28 contratti assicurativi e oltre 300 rapporti bancari e di credito. La base operativa del gruppo si trovava a Ponte San Giovanni, dove sarebbero stati mantenuti rapporti con famiglie criminali di Cirò e Cirò Marina.

Condanne e difese

I giudici hanno riconosciuto l’esistenza di un’associazione per delinquere di stampo mafioso, accogliendo in gran parte la ricostruzione accusatoria proposta dal pubblico ministero Gemma Miliani. Le pene inflitte variano in base alla posizione degli imputati, con sanzioni più severe per coloro considerati figure di spicco del sodalizio. Tra i reati contestati figurano anche traffico di droga e sfruttamento della prostituzione. A C. C.: 28 anni e 8 mesi di reclusione, C. D. D.: 27 anni, N. P.: 15 anni, M. C.: 14 anni e 5 mesi, C. C.: 14 anni e 8 mesi.

Gli imputati erano difesi dagli avvocati Adorisio, Cozza, Modesti, Modena, Paccoi, Egidi, Schettini, Figoli, De Lio, Zaganelli, Nannarone, Modena, Balani, Zaganelli e Zinci. Gli avvocati hanno già annunciato l’intenzione di ricorrere in appello, sottolineando presunte lacune nella ricostruzione dei fatti.

Parti civili e richieste

Hanno partecipato al processo come parti civili la Regione Umbria, il Comune di Perugia, la CGIL, Libera, e le associazioni “Paolo Borsellino” e “Antonino Caponnetto”. Tra i rappresentanti delle parti civili figura l’avvocato Contarini. Il pubblico ministero aveva richiesto un totale di 365 anni di carcere per i 49 imputati, ma il tribunale ha applicato pene inferiori per alcuni, pur confermando il quadro complessivo dell’accusa.

Conclusione e sviluppi futuri

La sentenza è stata pronunciata alle ore 19 del 4 dicembre, concludendo un iter giudiziario iniziato nel 2016. Il procedimento si basa su anni di investigazioni volte a ricostruire le attività di un’organizzazione che mirava a monopolizzare l’economia locale attraverso condotte illecite. Con l’appello già preannunciato dalle difese, il caso “Quarto Passo” non può ancora considerarsi chiuso. Le motivazioni della sentenza saranno cruciali per definire ulteriori sviluppi giudiziari.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*