Morto Adriano Brozzi, presidente storico associazione Sant’Andrea d’Agliano

Morto Adriano Brozzi, presidente storico associazione Sant'Andrea d'Agliano

La frazione perugina perde una figura simbolo del volontariato

La scomparsa di un protagonista del territorio

Adriano Brozzi è morto. Con lui se ne va uno dei pilastri più riconoscibili della vita comunitaria della frazione di Sant’Andrea d’Agliano, alle porte di Perugia. Era stato per molti anni il presidente dell’Associazione locale, ruolo che aveva interpretato con dedizione profonda e con un attaccamento viscerale al proprio territorio. La notizia ha colpito duramente residenti, volontari e amministratori, diffondendo una sensazione di vuoto difficile da colmare.

A dare voce al dolore collettivo è stato il capogruppo di Perugia Civica, che attraverso un messaggio pubblico ha voluto ricordare la figura di Brozzi con parole di sincera stima. Un tributo che va al di là della semplice cordoglio formale e che fotografa il peso specifico di un uomo che ha costruito, mattone dopo mattone, il tessuto associativo di una piccola comunità umbra.

Anni di presidenza al servizio della collettività

Il percorso di Adriano Brozzi all’interno dell’associazionismo locale si è sviluppato nel corso di molti anni. In quel lungo arco di tempo, la sua guida ha permesso di realizzare una serie di iniziative concrete a beneficio degli abitanti della frazione. Tra i risultati più tangibili della sua azione figura la costruzione e lo sviluppo della struttura del CVA, il Centro di Vita Associativa che rappresenta tuttora il principale spazio di incontro, socialità e aggregazione dell’intera area.

Non si tratta di un’opera di poco conto. Il CVA, come testimoniato da più fonti locali e da atti consiliari del Comune di Perugia, costituisce un punto di riferimento fondamentale non solo per Sant’Andrea d’Agliano ma anche per le frazioni limitrofe, tra cui San Martino in Colle, Santa Maria Rossa e Sant’Enea. Costruire e mantenere attiva una struttura di questo tipo, in una realtà rurale di circa ottocento abitanti, richiede capacità organizzative, visione a lungo termine e un forte senso del bene comune. Brozzi aveva tutte queste qualità.

Il volontariato come vocazione

Chi ha conosciuto Adriano Brozzi, scrive il leader di Perugia civica Nilo Arcudi anche consigliere comuncale, lo descrive come una persona che non ha mai cercato visibilità personale. La sua forza stava altrove: nella capacità di coinvolgere, di unire le persone attorno a un progetto condiviso, di tenere vivo il senso di appartenenza in una comunità dispersa sul territorio, come è strutturalmente quella di Sant’Andrea d’Agliano.

La frazione, situata nella periferia sud-est di Perugia ai piedi della collina, non ha un nucleo urbano compatto. Le case sono distribuite su un’area ampia, con la chiesa di Sant’Andrea come unico punto di riferimento fisico visibile. In un contesto del genere, tenere insieme la comunità richiede uno sforzo quotidiano e costante. Brozzi aveva fatto di questo sforzo la propria missione.

La Sagra della Rucola, che si svolge ogni anno nell’ultima settimana di agosto e richiama visitatori da tutta la provincia, è uno degli eventi che hanno beneficiato nel tempo del lavoro delle associazioni locali. Un appuntamento che contribuisce a mantenere viva l’identità del luogo e che porta Sant’Andrea d’Agliano all’attenzione dell’intera area perugina.

Il cordoglio delle istituzioni locali

Il capogruppo di Perugia Civica, esprimendo le proprie condoglianze alla famiglia e a tutti coloro che hanno condiviso con Brozzi un percorso umano e associativo, ha sottolineato come la sua scomparsa privi Sant’Andrea d’Agliano di una delle sue anime più autentiche. Parole che riflettono la percezione diffusa tra chi lo conosceva: non un dirigente associativo qualunque, ma un uomo che aveva trasformato il volontariato in una forma di vita.

Il lutto colpisce in primo luogo i familiari e i parenti più stretti. Si estende poi a tutti i soci dell’Associazione, ai volontari che hanno lavorato al suo fianco, agli amici e ai vicini di casa. Ma raggiunge anche quella cerchia più larga di persone che, pur senza averlo frequentato quotidianamente, hanno vissuto gli spazi e le iniziative che lui ha contribuito a creare.

Un’eredità da custodire

La comunità di Sant’Andrea d’Agliano si trova a raccogliere un’eredità pesante. Non tanto dal punto di vista materiale, quanto sul piano dei valori che Brozzi ha incarnato: la partecipazione, la cura per il territorio, la volontà di costruire qualcosa di duraturo per le generazioni successive. Eredità che, secondo chi lo ha conosciuto, va custodita e tramandata.

Il CVA resta lì, a testimoniare concretamente decenni di lavoro. Continuerà a ospitare attività, eventi e momenti di aggregazione. Sarà, in un certo senso, il monumento più vero a un uomo che ha creduto fino in fondo nel valore della comunità.

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