Morte Franco Trinca, indaga la Procura per omicidio colposo
La procura di Perugia indaga sulla morte del biologo no vax Franco Trinca, tra i coordinatori del Movimento “Uniti per la libera scelta” composto da varie associazioni contrarie al vaccino contro il Covid. Franco Trinca è morto il 4 febbraio, all’ospedale di Città di Castello, dove era ricoverato con una polmonite bilaterale interstiziale dovuta al Covid.
Fonte: Procura della Repubblica
e Agenzia Nazionale Stampa Associata
Lo scrive in una nota stampa la Procura della Repubblica di Perugia, firmata dal Procuratore, Raffaele Cantone, dove si precisa quanto segue: “Nella giornata di oggi su alcuni quotidiani sono state pubblicate notizie concernenti l’esame autoptico eseguito in Roma, su incarico dell’Ufficio, a seguito del decesso del dott. Franco Trinca. Si reputa, quindi, opportuno precisare che effettivamente è stato disposto un accertamento tecnico irripetibile, ex art. 360 c.p.p., al fine di verificare l’effettiva causa di morte del citato dott. Trinca, in quanto il predetto era risultato, da altre indagini in corso, destinatario di esenzione dalla somministrazione del vaccino. In particolare, l’accertamento si è reso necessario per comprendere se le situazioni che avevano giustificato l’esenzione fossero effettive e, in caso contrario, se il decesso, eventualmente dipendente da COVID, potesse essere ricollegabile all’omessa somministrazione del vaccino”. In base a quanto risulta il fascicolo è stato aperto per l’ipotesi di reato di omicidio colposo e sarebbe a carico di noti.
Il biologo 69enne aveva ideato un proprio protocollo di cure assieme all’amico e medico no-vax Mariano Amici. Trinca in tv aveva più volte espresso le sue posizioni no-vax e le sue teorie sulle terapie domiciliari a base di idrossiclorochina, vitamina C e flavonoidi. Ricoverato per una polmonite bilaterale provocata dal Covid, la sua situazione si era aggravata al punto da dover essere intubato, operazione categoricamente rifiutata.

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