Operazione collegata alla Procura di Terni e svolta a Lille
Un mandato di arresto europeo emesso dalla Procura della Repubblica di Terni ha portato alla cattura, in Francia, di un cittadino marocchino di 34 anni condannato per una serie di reati particolarmente gravi. L’arresto è stato eseguito nel pomeriggio del 6 febbraio 2026 nella città di Lille, al termine di un’attività di cooperazione internazionale che ha coinvolto le autorità francesi e la Polizia di Stato di Terni.
Una lunga pena residua e una condanna definitiva
Il ricercato doveva ancora scontare 11 anni, 8 mesi e 21 giorni di reclusione, pena residua derivante da condanne definitive per spaccio di sostanze stupefacenti, associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, tentato omicidio, lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi. Un quadro giudiziario che delineava un profilo criminale di elevata pericolosità.
La sua irreperibilità aveva reso necessario l’utilizzo degli strumenti di cooperazione giudiziaria europea, attivando ricerche estese oltre i confini nazionali.
Il ruolo decisivo della cooperazione internazionale
La localizzazione del 34enne è stata possibile grazie al coordinamento con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, che ha lavorato in sinergia con la Squadra Mobile della Questura di Terni. Il monitoraggio continuo e lo scambio informativo hanno permesso di individuare il ricercato sul territorio francese, dove le autorità locali hanno proceduto all’arresto.
L’operazione conferma l’efficacia dei meccanismi europei di collaborazione tra forze di polizia, strumenti oggi indispensabili per contrastare una criminalità che si muove con facilità tra diversi Paesi.
Avviate le procedure per la consegna all’Italia
Dopo l’arresto, l’uomo è stato posto in custodia dalle autorità francesi. Sono ora in corso le procedure previste dalla normativa vigente per la sua consegna allo Stato italiano, dove dovrà scontare la pena residua stabilita dalla sentenza definitiva.
Il caso rappresenta un ulteriore esempio di come la cooperazione internazionale consenta di assicurare alla giustizia soggetti che tentano di sottrarsi all’esecuzione della pena trasferendosi all’estero.

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