Lotta terrorismo Umbria, Procuratore antimafia firma protocollo [FOTO E VIDEO]

Un accordo improntato, soprattutto, sullo scambio informativo focalizzato sui reati spia

 
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Lotta terrorismo Umbria, Procuratore antimafia firma protocollo
PROCURATORE ROBERTI ANTIMAFIA

Lotta terrorismo Umbria, Procuratore Roberti a Perugia. Chiedersi, nell’era globale del terrorismo, cosa può succedere in Italia e, segnatamente, in Umbria, è legittimo. Oggi, a Perugia nell’aula degli Affreschi a Palazzo di Giustizia, le Procure hanno firmato un protocollo di intesa contro il terrorismo. La firma è stata apposta insieme al procuratore antimafia, Franco Roberti. «L’Umbria è un territorio da tenere sotto osservazione – ha detto Il procuratore antimafia e antiterrorismo -, l’Umbria è dove ci sono persone che devono essere tenute sotto controllo». L’importante documento è stato firmato tra la Dia e le procure del capoluogo umbro. «Un accordo ha detto il procuratore – improntato, soprattutto, sullo scambio informativo focalizzato sui reati spia. Illeciti riconducibili a condotte terroristiche di cui sarà garante la Procura Generale, cui è affidata la funzione di coordinamento». Quali sono i reati spia è scritto nel protocollo, e di parte dagli omicidi  e dagli attivi minaccia e violenza ai danni diesponenti politici e istituzionali, al traffico di droga, al porto e al traffico di armi ed esplosivi. «A questo – ha detto Roberti – si aggiunge la ricettazione di documenti, riciclaggio reimpiego di capitali, compreso l’incitamento alla discriminazione razziale».

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Protocolli che, secondo il Procuratore, devono essere fatti vivere nella prassi quotidiana, altrimenti rischiano di diventare carta senza significato. «Vedo – ha detto il procuratore nazionale – che in Umbria non c’è il rischio che questi documenti che firmiamo possano restare lettera morta, proprio per il grande valore delle persone che sono chiamate ad applicarne i contenuti». Per il procuratore generale Fausto Cardella, il contrasto a “nuove forme di terrorismo, come quello dell”Isis, richiede un cambio di marcia e prospettiva per magistratura e forze di polizia”. Insieme a Cardella e il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, si sono ritrovati i rappresentanti degli uffici giudiziari e delle forze di polizia di tutta l”Umbria. Riferendosi al contrasto alle nuove forme di terrorismo, il procuratore generale ne ha parlato come di un campo nuovo.

“Al confine – ha aggiunto – tra prevenzione e repressione. Per questo – ha concluso Cardella – pone problemi delicati”.

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