Le scuse per uscire di casa al tempo del Coronavirus, si potrebbe fare un libro

 
Chiama o scrivi in redazione


Le scuse per uscire di casa al tempo del Coronavirus, si potrebbe fare un libro

Non solo uscite per acquisto di beni essenziali, ma anche pagamento delle bollette. Poi ancora, il sentirsi male che costringe a una fuga in ospedale. Sono tanti i motivi inventati al tempo del coronavirus in Umbria. Alcune sono vere e autocertificate, altre non sono reali, inventate, ma pur sempre certificate. Come quella di un uomo che ieri e partito da Foligno per andare alla veterinaria di Perugia a portare il cane che stava male, ma con sé non aveva nessun animale, oppure chi deve andare a prendere le bollette da pagare nel giorno di Pasquetta o l’uscita per andare a trovare il parente per fargli gli auguri di Pasqua. Poi c’è chi parte da Foligno per andare al pronto soccorso dell’ospedale di Spoleto. A suo dire stava male, ma se fosse stato vero perché non è andato in di Foligno?

Tante, sono davvero tante le bugie. Il cittadino le inventa tutte pur di uscire, cercando di raggirare le forze dell’ordine. Chi riesce e si salva, ma chi inventa le scuse più stupide viene multato. Poi ci sono quelli che non si fermano all’alt e fuggono via abbandonando l’auto. E lo ricordiamo che la multa è salatissima va da 400 a 3000 euro.

Si può uscire, ma solo per motivi strettamente necessari, per lavoro, come andare a fare la spesa, comprare le medicine, andare in banca e negli uffici postali, considerando che molte operazioni possono essere fatte online. E a sentire le scuse di ieri da un lato viene un riso, ma dall’altro l’amaro in bocca. Non è comportandosi così che si contiene il contagio. Un po’ di rispetto ci vuole, nei confronti di chi si attiene alle regole, nei confronti di chi lavora nelle corsie degli ospedali e anche nei confronti delle stesse forze dell’ordine che lavorano a ritmi sostenuti pur di mantenere l’ordine pubblico in giro e far rispettare il decreto presidenziale. Una cosa è chiara non si può uscire di casa fino al 3 maggio e chi lo fa inventando le scuse stupide, fa prima del male a sé stesso e poi agli altri.

La prefettura comunica, intanto che le persone controllate nella giornata del 13 aprile, ai fini delle verifica dell’osservanza nel territorio di questa provincia delle misure di contenimento per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, sono state 1.817

I controlli hanno portato alla contestazione di 125 violazioni nei confronti dei trasgressori, che come noto, a seguito dell’entrata in vigore del Decreto legge 19/2020, sono adesso punite con la sanzione amministrative pecuniaria che va da 400 a euro 3.000.

Nessuna persona denunciata per falsa attestazione ai sensi degli art. 495 496 c.p., 3 persone denunciate per altri reati.

Nessun titolare di attività o esercizio è stato sanzionato ex art. 4, comma 1, d.l.25.03.2020, n.19.

Nessuna chiusura provvisoria di attività o esercizi su disposizione dell’autorità procedente ex art. 4, comma 4, d. l. 25.03.2020 n.19.

Nessuna  chiusura di attività o esercizi ex art. 4, comma 2, d. l. 25.03.2020 n. 19 (sanzione amministrativa accessoria)

Nella stessa giornata sono stati anche controllati 470 esercizi commerciali.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*