Italia che resiste, Italia che combatte il coronavirus, i risultati si vedono

 
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Italia che resiste, Italia che combatte il coronavirus, i risultati si vedono

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“Continua il trend favorevole come rilevato da quasi tutti gli indicatori”. E’ il commento dell’esperto statistico Salvatore Sonni che spiega “questi miglioramenti sono netti ma molto graduali, e ciò probabilmente per i molti casi asintomatici presenti in alcune aree del Paese, soprattutto Piemonte e Lombardia e per focolai che emergono saltuariamente in altre zone del Paese”.

Il numero degli attuali positivi non accenna a scendere e spiega il perché: “Ancora alto e non accenna a decrescere il numero degli attuali positivi, sia per via dei nuovi contagi, sia per i lunghi tempi di degenza necessari per le guarigioni degli ammalati; tempi che superano spesso il mese. Rallentano, comunque, i nuovi casi di contagio ma restano attorno ai 3.000 giornalieri (ieri + 3.796 casi)”.

I casi sommersi: “Si conferma la scelta strategica di aumentare al massimo il numero dei tamponi, allo scopo di fare emergere quanto più possibile i casi sommersi; cosa che fa restare alto il numero di nuovi casi”.

Appiattimento della curva di crescita: “Migliora ancora l’appiattimento della curva di crescita – spiega Sonni -, con oscillazioni quotidiane che interessano saltuariamente varie regioni; con Piemonte e Lombardia ancora in sofferenza su dati sostenuti. Tiene bene il centro-sud, che anzi continua a migliorare; segno che le restrizioni ai movimenti sono state almeno queste zone, tempestive ed hanno evitato l’esplosione dei contagi”.

Terapia intensiva? “Continua l’alleggerimento delle posizioni ospedaliere, con la liberazione di posti in Terapia intensiva (ieri -143 unità) e la riduzione degli ospedalizzati (ieri -750 unità)”.

DECESSI: Ieri  525, ancora alti ma lontani dai picchi di 900 unità di fine Marzo; in totale 22.170 pari al al 13,1% dei contagiati. Si rilevano forti differenze fra le varie regioni  che sarebbero da analizzare più approfonditamente.  Si va da un minimo del 4,1% dell’Umbria a un 18,4% della Lombardia.

GUARITI: Oggi un buon numero di guariti, di 2.072 unità che portano il totale dei guariti a 40.164 unità, pari al 23,8% dei contagiati.  Questo dato risulta più basso di quello che si sta riscontrando in altri  Paesi europei. Anche in Italia ci sono differenze fra la varie regioni, con il miglior dato che è quello dell’Umbria (55,5%), seguita dal Friuli Venezia Giulia con il 40,9% di guariti. Male la Lombardia, ancora al 29,2% di guariti.

RAPPORTO GUARITI/DECEDUTI: Il rapporto medio GUARITI/DECEDUTI è di 1,81 :1 con sensibili differenze fra la varie regioni. Il Friuli ad un rapporto di 4,93 e l’Umbria con il miglior dato nazionale, pari a 14,42 (numero guariti per ogni deceduto). Man mano che passa il tempo tale rapporto è destinato a migliorare, dato che i tempi di degenza per le guarigioni sono mediamente molto lunghi, anche di oltre un mese, come già detto sopra.

TAMPONI: Sostenuto e in aumento il numero dei tamponi che vengono eseguiti.

L’indice (ricavato per estrapolazione) del numero dei giorni ipotetici necessari per un ipotetico addoppio dei contagi, è di circa 43,6 ben migliore rispetto ai soli 3 giorni dei primi di Marzo.





 

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