Intercettazioni colloqui in carcere Perugia, penalisti, niente udienze

Intercettazioni colloqui in carcere Perugia, penalisti, niente udienze

Astensione nazionale fino al 29 per il caso carcerario umbro

📌 FLASH NEWS – Penalisti in astensione dalle udienze fino al 29 settembre. La protesta dell’Unione nazionale delle camere penali riguarda intercettazioni di colloqui tra detenuti e difensori nel carcere di Perugia, e silenzio istituzionale.


L’astensione dalle udienze

Da oggi e fino al 29 settembre, gli avvocati penalisti italiani si astengono dalle udienze. L’iniziativa è stata proclamata dall’Unione nazionale delle camere penali e riguarda la vicenda delle intercettazioni di colloqui riservati tra detenuti e difensori nel carcere di Perugia.

L’organizzazione denuncia un arretramento delle garanzie difensive e richiama il mancato intervento delle istituzioni. Nel mirino della protesta, secondo quanto riferito, anche il silenzio del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del procuratore generale dell’Umbria Sergio Sottani.

Le registrazioni nelle sale colloqui

L’autorizzazione giudiziaria riguardava i colloqui di una sola avvocata perugina, indagata nell’ambito del procedimento. Le microspie collocate nelle sale colloqui avrebbero però registrato anche conversazioni tra altri detenuti e rispettivi difensori, estranei all’inchiesta.

Secondo quanto ricostruito, si tratta di registrazioni residuali, parziali e frammentarie, ritenute dagli investigatori non utili alle indagini. Per questo motivo non sarebbero state ascoltate né trascritte. La vicenda, emersa all’inizio dell’estate, ha tuttavia assunto rilievo nazionale.

L’udienza fissata per il 2 ottobre

La Procura ha chiesto la distruzione delle registrazioni. L’istanza sarà esaminata il 2 ottobre, nel corso di un’udienza collegata al procedimento che coinvolge la legale sotto inchiesta.

Nel frattempo è stata depositata la sentenza di condanna del suo assistito, un ristoratore di Foligno arrestato dalla Guardia di finanza con 65 chilogrammi di cocaina. Nelle motivazioni, il giudice ha ritenuto legittime e utilizzabili le conversazioni intercettate, rilevando che, secondo la decisione, il contenuto dei colloqui avrebbe oltrepassato il normale ambito dell’attività difensiva.

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