Il giovane parlava di ossicodone nelle chat segrete su Telegram
L’inchiesta sulla morte di Andrea Prospero, il 19enne di Lanciano trovato senza vita in un monolocale a Perugia il 29 gennaio, prosegue con – come scrive oggi il Corriere dell’Umbria a firma Francesca Marruco – l’ipotesi di suicidio sempre più concreta. L’autopsia ha evidenziato la presenza di un mix di ossicodone e benzodiazepine assunti in dosi elevate. Gli investigatori ritengono che l’azione combinata di queste sostanze, note per i loro effetti depressori sul sistema respiratorio e cardiovascolare, possa aver causato la morte in tempi rapidi.
Dall’analisi delle chat su Telegram, emerge che lo studente di Informatica partecipava a gruppi chiusi e segreti in cui si parlava di traffici illeciti. In queste conversazioni avrebbe chiesto informazioni sugli effetti dell’ossicodone, lasciando ipotizzare che stesse valutando il farmaco come mezzo per togliersi la vita. Non è ancora chiaro se abbia espresso in modo esplicito intenti suicidi, ma gli inquirenti stanno verificando se qualcuno abbia raccolto le sue parole senza intervenire.
L’indagine si concentra anche su eventuali responsabilità esterne. Gli investigatori stanno cercando di capire se qualcuno possa aver fornito al giovane i farmaci o lo abbia in qualche modo spinto a compiere il gesto estremo. Le autorità stanno ricostruendo il contesto in cui è maturata la decisione, considerando anche la possibilità che Andrea Prospero conducesse una vita segreta parallela.

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