Incidente a Milano, operaio precipita per 20 metri e muore, era di Terni

Incidente a Milano, operaio precipita per 20 metri e muore, era di Terni

Foullous El Houssaine, l’operaio 51enne di nazionalità marocchina, morto lunedì mattina a Milano, viveva a Terni. L’incidente sul lavoro – poco prima delle ore 10 – è accaduto in un cantiere edile di via Losanna (zona Cenisio). L’uomo, che avrebbe compiuto 52 anni il 15 dicembre, stava eseguendo la tinteggiatura di una palazzina, sospeso a circa 20 metri di altezza, quando per cause in corso di accertamento, è precipitato nel cortile interno dell’edificio.

Foullous El Houssaine, la cui sorella vive a Terni, non era coniugato, viveva in viale Brin ed era conosciuto nella sua comunità di connazionali come una persona per bene, un lavoratore. A Milano stava operando per conto di una ditta di Palermo specializzata in edilizia acrobatica, di cui era dipendente. Il52enne si era appena calato lungo la facciata laterale dello stabile al civico 23, con fune e imbracatura, ma qualcosa è andato storto.

Sulle cause che hanno innescato il drammatico incidente sono al lavoro i carabinieri, coordinati dall’autorità giudiziaria milanese nella persona del pm Ilaria Perinu.

La salma è a disposizione degli inquirenti per gli accertamenti del caso.


1 Commento

  1. Il lavoro su fune è ammesso SOLO se non ci sono alternative più sicure. La giustificazione che “costa meno di un ponteggio” è immorale ed illegale. E non c’entra la formazione, l’abilità o altro; la legge (ed il buon senso) impongono di utilizzare SEMPRE le soluzioni più sicure per la salvaguardia della vita e della salute dei lavoratori, e specifica (nero su bianco) che il lavoro su fune (certo più pericoloso di un lavoro su ponteggio) si può effettuare solo se altri sistemi non sono possibili (e non se constano di più).
    Magari qualche giornalista coraggioso potrebbe approfondire la legge e cercare di far capire che la sicurezza sul lavoro non si può barattare con 4 soldi risparmiati. Non è il primo morto che questi “acrobati” subiscono, cominciano i primi processi, ma la giustizia è lenta, occorrono più voci per fermare le stragi.

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