Inchiesta sanità, Duca ha parlato: «Pressioni dal sistema»

Inchiesta sanità, Emilio Duca si avvale della facoltà di non rispondere

Inchiesta sanità, Duca ha parlato: «Pressioni dal sistema»

Era «un sistema» e Duca ha ammesso si aver ricevuto «pressioni» della politica. E’ quanto scrivono i quotidiani locali di oggi sull’inchiesta sanità e dei concorsi pilotati. Emilio Duca mercoledì ha parlato ai pm Paolo Abbritti e Mario Formisano, accompagnato dall’avvocato Francesco Falcinelli. E lo fatto proprio nel giorno in cui è stata depositata la proroga di altri 30 giorni degli arresti domiciliari per lo stesso Duca, Gianpiero Bocci e per Maurizio Valorosi.

La procura – è scritto sui  giornali – non sembra intenzionata a tornare sui propri passi. L’ex direttore generale è accusato di associazione per delinquere finalizzata a commettere una serie di reati di abuso d’ufficio, rivelazione di segreti d’ufficio e falso è stato chiesto dai pm.

Tra gli argomenti affrontati: il concorso per maxillo-facciale, recentemente scoperto e che ha portato alla sospensione dal servizio di Mauro Faleburle e la selezione per gli infermieri che in qualche manierra coinvolge anche l’ex assessore Luca Barberini.

Duca, però, ha cercato di minimizzare gli episodi che lo riguardano rispondendo con parecchi «non ricordo».

Della selezione per maxillo spiega di aver indirizzato Faleburle da Massimo Lenti (presidente di commissione) e di non sapere cosa in realtà il cardiologo volesse regalargli. Per il giudice non si è trattato di una penna una parker. E’ convincente l’ipotesi della Finanza secondo cui ci fosse del denaro. Tanto da dover mettere la «cazzata» dentro al giornale o in bagno. Lontano da occhi indiscreti. Duca sarà risentito sicuramente la settimana prossima quando il gip avrà già deciso l’eventuale proroga.

Tg della sera

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