Emergenza sicurezza ospedale Perugia Peltristo scrive in Procura

Emergenza sicurezza ospedale Perugia Peltristo scrive in Procura

Richiesta immediata per tutelare i pazienti e tutto il corpo

Il clima di incertezza che aleggia nei corridoi del Santa Maria della Misericordia ha spinto Augusto Peltristo, esponente di spicco del gruppo consiliare “Fare Perugia con Romizi – Forza Italia”, a intraprendere un’azione decisa. Attraverso un documento ufficiale indirizzato ai vertici dell’Azienda Ospedaliera, alla presidenza della Regione Umbria e alla Procura della Repubblica, è stata sollevata nuovamente la questione dei bivacchi persistenti all’interno delle sale d’attesa. La presenza costante di persone senza fissa dimora nei locali sanitari non è solo un problema di decoro, ma si è trasformata in una vera e propria sfida per la gestione dell’ordine pubblico e della sanità locale.

Nonostante le segnalazioni siano iniziate già nella primavera scorsa, il silenzio delle autorità competenti ha alimentato il malcontento. Peltristo sottolinea come, a fronte di promesse riguardanti tavoli tecnici e confronti istituzionali, non sia seguita alcuna azione concreta o risposta ufficiale. Questa situazione di stallo aggrava la percezione di insicurezza tra gli utenti che frequentano il presidio ospedaliero di Perugia, rendendo necessario un intervento coordinato che coinvolga anche Prefettura e Questura.

Aggressioni e rischi per il personale medico

La cronaca interna alla struttura riporta episodi preoccupanti che vanno ben oltre la semplice occupazione degli spazi. Sono stati infatti registrati casi di importunio e aggressioni verbali e fisiche ai danni dei medici e degli infermieri in servizio. La vulnerabilità del personale sanitario, impegnato in turni massacranti, viene accentuata dalla presenza di soggetti che utilizzano l’ospedale come rifugio notturno. In particolare, durante i periodi festivi e nelle ore più tarde, sono state segnalate modalità di accesso ai reparti che deviano dai protocolli standard, creando potenziali falle nei sistemi di protezione interna e rallentando la tempestività delle cure.

L’efficacia della sorveglianza è l’altro grande punto interrogativo sollevato dal Capogruppo. Vi è una totale assenza di comunicazioni certe riguardo lo stato di manutenzione e la funzionalità delle telecamere di sicurezza. Non è chiaro se i dispositivi di videosorveglianza siano attivi o se necessitino di un potenziamento tecnologico per coprire le zone d’ombra dove il fenomeno del nomadismo urbano si concentra maggiormente. La mancanza di trasparenza su questo fronte impedisce una valutazione oggettiva dei rischi reali corsi da chi lavora e da chi riceve assistenza.

Necessità di un pronto intervento sociale

La soluzione proposta non si limita alla mera repressione, ma punta alla creazione di un’alternativa strutturata. Peltristo invoca l’individuazione di una sede dedicata dove il pronto intervento sociale possa accogliere queste persone, offrendo loro dignità e assistenza al di fuori delle mura ospedaliere. Solo attraverso un ricollocamento rapido in centri specializzati sarà possibile decongestionare le sale d’attesa del Santa Maria della Misericordia, restituendo agli ambienti medici la loro funzione originaria di cura e sollievo.

Il pressing sulle autorità mira a ottenere un riscontro urgente e operativo. La sicurezza dei pazienti non può essere messa in secondo piano rispetto alle lungaggini burocratiche. È fondamentale che la direzione generale e i comandi delle Forze dell’Ordine coordinino un piano straordinario di pattugliamento e monitoraggio. Il documento inviato alla Procura serve a sancire la gravità di una situazione che, se ignorata ulteriormente, rischia di degenerare in incidenti ancora più gravi per l’intera comunità perugina.

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