Diritto alla cura in Umbria è compromesso,
secondo le critiche di Thomas De Luca
La presidente Tesei e l’assessore Coletto sono stati accusati di negare il problema delle liste d’attesa in Umbria. Secondo le critiche, il diritto alla cura nella regione è quasi del tutto compromesso, e solo Tesei e Coletto sembrano non essersene accorti.
Le richieste di chiarezza sui dati relativi alle prescrizioni mediche per ogni esame, e non solo quelle pervenute al CUP, sono state ignorate. Invece, le dichiarazioni di Tesei e Coletto forniscono una rappresentazione distorta della realtà, negando l’esistenza del problema. Questa negazione è in contrasto con quanto affermato dalla Corte dei Conti un anno fa, che aveva sottolineato come il diritto alla salute dei cittadini umbri rischiasse di essere negato.
Un anno dopo, la situazione non è migliorata. Le liste d’attesa sono diventate un limbo indefinito in cui gli umbri rimangono a galleggiare senza alcuna garanzia. Anche di fronte a sintomi di patologie gravi, i cittadini sono costretti a scegliere tra aspettare mesi per un esame o una visita, rischiando di compromettere il proprio quadro clinico, oppure pagare per la sanità privata.
L’emendamento al Defr respinto dalla maggioranza aveva come obiettivo l’abbattimento dei tempi di attesa e la garanzia del recupero delle prestazioni. Tutto questo attraverso un sistema di monitoraggio più efficace, che tenesse conto del momento in cui il paziente riceve la prescrizione medica. Invece, Tesei e Coletto continuano a prendere in considerazione dati che non rappresentano la realtà.
Di fronte a questo muro di gomma, è stata inoltrata una richiesta di accesso agli atti per ottenere i dati sulle prescrizioni mediche, al fine di confrontarli con le prestazioni realmente erogate. Solo una valutazione attenta e trasparente dei dati permetterebbe una reale comprensione del fenomeno.
Sempre più persone nella regione sono costrette a scegliere tra curarsi o pagare le bollette. Non possiamo continuare a prenderci in giro.

Commenta per primo