Covid, varianti inglese e brasiliana nelle acque reflue di Perugia

 
Chiama o scrivi in redazione


Covid, varianti inglese e brasiliana nelle acque reflue di Perugia

Covid, varianti inglese e brasiliana nelle acque reflue di Perugia

Mutazioni tipiche delle varianti brasiliana e inglese del virus Sars-CoV2 sono state trovate nelle acque reflue raccolte a Perugia dal 5 all’8 febbraio. Le varianti sono state individuate da uno studio condotto dall’Istituto superiore di Sanità (Iss), in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico della Puglia e della Basilicata. Lo ha comunicato ieri l’Istituto superiore di Sanità, specificando che era la prima volta che le varianti venivano individuate nelle acque di scarico italiane.

© Protetto da Copyright DMCA

I ricercatori dell’Iss hanno spiegato che “per consentire uno screening rapido, pratico e semplice delle varianti circolanti nella popolazione italiana è stato sviluppato un metodo che prevede l’amplificazione e il sequenziamento di una parte del gene S contenente specifiche mutazioni in grado di caratterizzarle. Il metodo, testato inizialmente su campioni clinici (tamponi naso-faringei), è stato successivamente applicato all’analisi delle acque di scarico raccolte in fognatura prima dei trattamenti di depurazione. L’esame di questa matrice ha individuato, per la prima volta in campioni ambientali, la presenza di mutazioni caratteristiche delle varianti UK e brasiliana in alcune aree del nostro Paese dove la circolazione era stata accertata in campioni clinici di pazienti CoViD-19”.

“I nostri risultati – ha sottolineato Luca Lucentini, direttore del Reparto Qualità dell’Acqua e Salute – confermano le potenzialità della wastewater based epidemiology, non solo per lo studio dei trend epidemici, ma anche per esplorare la variabilità genetica del virus”.

“Siamo stati i primi a gestire la diffusione di queste due varianti e siamo stati molto attenti per limitare l’infezione e sappiamo quanto è costato alla popolazione che ha dovuto sopportare delle restrizioni”. Lo ha detto l’assessore Luca Coletto nel corso della conferenza stampa di aggiornamento settimanale sull’emergenza sanitaria. Presenti insieme all’assessore alla Salute, il commissario straordinario per l’emergenza, Massimo D’Angelo, gli amministratori di Umbria Salute e Umbria Digitale, Giancarlo Bizzarri e Fortunato Bianconi, i dottori Carla Bietta e Mauro Cristofori, del Nucleo epidemiologico della Regione.

Sul fronte delle varianti il commissario D’Angelo ha illustrato i dati dello studio di prevalenza dedicato all’Umbria regione da parte dell’Istituto superiore di sanità, dal quale è emerso che su 176 campioni analizzati, 95 di questi hanno un profilo genetico identificabile con la variante brasiliana e 52 con quella inglese. I campioni inviati a Roma provenivano dai 5 laboratori dell’Umbria.

Secondo gli esperti del Gruppo epidemiologico regionale il virus è mutato in tutta la regione, ma sotto controllo. Nel corso dell’incontro l’assessore Coletto ha reso noto che “ cluster all’interno degli ospedali, in particolare a Perugia, stanno sparendo e questo è tranquillizzante per i cittadini che vanno in ospedale per questioni legate a patologie non covid. Con il piano di salvaguardia quindi, si sta fronteggiando anche  questa terza Fase complessa, che sta investendo altre regioni italiane”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*