Concorsopoli, il giudice è incompatibile, nuovo collegio per il maxi-processo

Concorsopoli, il giudice è incompatibile, nuovo collegio per il maxi-processo

Il giudice è incompatibile. Il presidente del tribunale ha deciso sull’incompatibilità della dottoressa Carla Giangamboni e il processo per i presunti concorsi truccati nella sanità regionale deve con un nuovo collegio giudicante. Lo stesso presidente, nel provvedimento, sottolinea che vengano “fatti salvi gli atti finora assunti”. Si riparte, ma non da zero.

Il giudice Carla Giangamboni, presidente del primo collegio del Tribunale penale di Perugia, in qualità di gip nel 2017, aveva firmato l’autorizzazione alle intercettazioni dell’ex segretario del Pd Gianpiero Bocci, dell’ex assessore regionale Luca Barberini e degli altri imputati.

A sollevare l’eccezione in aula riguardo l’incompatibilità del giudice Giangamboni era stato l’avvocato Francesco Crisi, che assiste l’ex direttore amministrativo dell’ospedale di Perugia, Maurizio Valorosi. L’avvocato Francesco Crisi aveva sollevato la questione dell’incompatibilità perché il giudice per dovere di imparzialità non deve conoscere né deve aver mai avuto a che fare con il fascicolo su cui è chiamato a giudicare.

Si torna in aula il 26 ottobre al Capitini alle 9 e sarà il secondo collegio a giudicare gli imputati nel maxi-processo per Concorsopoli. Il processo sulle presunte irregolarità dei concorsi all’ospedale, quindi, riprenderà di fronte al secondo collegio del Tribunale penale di Perugia, presieduto da Marco Verola, a latere Francesco Loschi e Sonia Grassi.

Sul banco degli imputati, con l’accusa di aver “pilotato“ i concorsi, ci sono politici (l’ex presidente della Regione, Catiuscia Marini, l’allora assessore alla Sanità, Luca Barberini, e l’ex sottosegretario all’Interno, Gianpiero Bocci) ed ex manager dell’azienda ospedaliera Santa Maria della Misericordia di Perugia. Gli indagati, secondo i sostituti procuratori Paolo Abbritti e Mario Formisano, in associazione tra loro avrebbero commesso “una serie di delitti contro la pubblica amministrazione, nella specie abuso d’ufficio, rivelazione di segreti d’ufficio, peculato, falso ideologico e materiale al fine di manipolare i concorsi pubblici banditi dall’Azienda ospedaliera di Perugia e/o dall’Usl Umbria 1 per garantire la vittoria o il posizionamento utile in graduatoria dei candidati preventivamente determinati dagli stessi associati”.

 
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