Sicurezza a rischio, tagli inaccettabili nel piano nazionale
Forte opposizione del partito Azione provinciale di Perugia alla chiusura del Reparto Prevenzione Crimine locale. La decisione è contenuta nel piano di riorganizzazione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. La chiusura del reparto comprometterebbe la sicurezza in Umbria. Aumenta la richiesta di controlli sul territorio.
Mirko Ceci, segretario provinciale di Azione, considera la sicurezza un diritto. Non un costo. La chiusura del Reparto Prevenzione Crimine di Perugia sarebbe un passo indietro nella lotta alla criminalità. Ceci parla di segnale di abbandono del territorio. Il Governo Meloni propone la chiusura. Il governo parla spesso di sicurezza. La chiusura di un presidio fondamentale è una contraddizione. In altre regioni i reparti rimangono. L’Umbria condivide risorse con le Marche. La regione rimarrebbe senza presidio.
Il piano prevede un solo Reparto per regione. Chiusura prevista a Perugia e Potenza. Uffici “Alto impatto” sostitutivi nelle questure. Riduzione del personale del 25%. Le forze dell’ordine hanno già carenza di organico.
Ceci definisce inadeguata la proposta di uffici “Alto impatto” con meno personale. Non rispondono alla sicurezza del territorio. Azione provinciale Perugia chiede al Governo di rivedere la decisione. Domanda il rafforzamento dei presidi di sicurezza regionali.
Azione provinciale Perugia invita le forze politiche, sociali e istituzionali a difendere il Reparto Prevenzione Crimine di Perugia. Il presidio è fondamentale per la sicurezza e la lotta alla criminalità.
Il partito organizzerà un tavolo di confronto con esperti di sicurezza. I rappresentanti nazionali porteranno la questione in parlamento. Il Ministro dell’Interno dovrà riferire.

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