Carceri umbre, sovraffollamento rientrato, tranne in quello di Terni

 
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Carceri umbre, sovraffollamento rientrato, tranne in quello di Terni

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha preso atto della Relazione del Garante dei detenuti, Stefano Anastasìa, relativa all’anno 2019, illustrata in Aula dalla presidente della Terza commissione Eleonora Pace.

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La RELAZIONE evidenzia ancora un sovraffollamento significativo nelle carceri umbre, ad oggi sostanzialmente rientrato, tranne che a Terni.

La composizione della POPOLAZIONE PENITENZIARIA è molto diversa da istituto a istituto: Terni e Spoleto sono prevalentemente dedicati alla massima sicurezza con detenuti italiani anche se non umbra, mentre Orvieto e soprattutto Capanne hanno una maggioranza di detenuti stranieri. In Umbria c’è una maggioranza di condannati in via definitiva, con una percentuale doppia di condannati all’ergastolo rispetto alla media italiana. Sugli oltre 1300 detenuti attuali, circa un migliaio provengono da fuori Regione.

Nel 2019 è stato ricostituito l’OSSERVATORIO PERMANENTE SULLA QUALITÀ PENITENZIARIA, convocato per monitorare la situazione ternana e tutte necessità legate alla prevenzione dell’emergenza covid in tutti gli istituti penitenziari umbri. Il Garante nel 2019 ha visitato tutti gli istituti umbri, ha ricevuto 135 missive da detenuti e preso in carico oltre 140 detenuti nelle loro richieste e esigenze.

Tra le CRITICITÀ la relazione segnala la mancata territorializzazione della privazione delle libertà. Il sistema umbro è destinato a persone lontane dall’Umbria. Con l’unificazione del provveditorato dell’amministrazione penitenziaria di Umbria e Toscana che gestisce la locazione dei detenuti di media sicurezza, spesso l’Umbria è diventata destinazione di detenuti con comportamenti scorretti all’interno dei penitenziari toscani.

Una prassi non corretta. La mancata territorializzazione comporta che le istanze di trasferimento sono tra le richieste più comuni tra i detenuti. Altra criticità è la progettazione di un nuovo padiglione detentivo a Capanne, di cui l’Umbria non ha bisogno, e che andrebbe correlata alla capacità degli enti territoriali di fornire i servizi necessari”.

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