Asilo nido, Befani e Scoccia: non va mai snaturato il PINQuA

Asilo nido, Befani e Scoccia: non va mai snaturato il PINQuA

Interrogazione urgente sul futuro delle strutture educative

📌 FLASH NEWS – Ponte San Giovanni, Befani e Scoccia interrogano il Comune sul possibile trasferimento dell’asilo Arcobaleno nella nuova sede PINQuA. Chiedono anche di ampliare i posti disponibili e chiarire il futuro della struttura storica


L’interrogazione sul futuro dell’asilo

Paolo Befani e Margherita Scoccia, consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, hanno presentato un’interrogazione urgente al sindaco e all’Amministrazione comunale di Perugia sul futuro dell’asilo nido Arcobaleno di Ponte San Giovanni. L’iniziativa riguarda l’ipotesi di trasferire il servizio educativo nella nuova struttura realizzata attraverso il progetto PINQuA nell’area Ex Palazzetti. Secondo i consiglieri, il trasferimento potrebbe avvenire entro la fine dell’anno. L’informazione sarebbe emersa durante alcuni confronti con il personale e con i genitori, ma Befani e Scoccia chiedono al Comune di confermare pubblicamente intenzioni e tempistiche.

La struttura PINQuA quasi completata

Il progetto di rigenerazione dell’area Ex Palazzetti è ormai vicino al completamento. Per i due esponenti di Fratelli d’Italia, la nuova struttura avrebbe dovuto ampliare l’offerta educativa del territorio, aumentando i posti disponibili e contribuendo a ridurre le liste di attesa. L’eventuale trasferimento dell’asilo esistente, secondo Befani e Scoccia, rischierebbe invece di sostituire un servizio già attivo senza determinare un effettivo incremento delle opportunità destinate alle famiglie. I consiglieri chiedono quindi quale sia la logica della scelta e quale funzione sarà assegnata all’attuale sede dell’Arcobaleno.

Il valore della sede storica

Befani e Scoccia sottolineano la posizione centrale dell’attuale asilo nido nel quartiere di Ponte San Giovanni. La struttura è contigua alla scuola dell’infanzia, una vicinanza che consente di sviluppare una continuità concreta nel percorso educativo destinato ai bambini da zero a sei anni. Secondo i consiglieri, questa caratteristica rappresenta un elemento non frequente nel territorio perugino e dovrebbe essere valorizzata. La perdita della funzione educativa dell’edificio rischierebbe di interrompere un collegamento già esistente tra nido e scuola dell’infanzia.

Il rischio di perdere due opportunità

L’utilizzo della sede PINQuA per spostare l’asilo Arcobaleno potrebbe determinare, secondo l’interrogazione, la perdita di due diverse opportunità. La prima riguarderebbe la possibilità di ampliare concretamente i servizi per l’infanzia. La seconda coinciderebbe con il mantenimento di un polo educativo centrale e integrato con la scuola vicina. Per Befani e Scoccia, la questione non interessa soltanto gli edifici, ma coinvolge direttamente le famiglie, il personale e la programmazione complessiva dei servizi educativi comunali.

Le domande rivolte all’Amministrazione

L’interrogazione chiede di conoscere la natura dell’eventuale decisione e i tempi previsti per la sua attuazione. I consiglieri domandano inoltre se il trasferimento avrà carattere definitivo oppure temporaneo, quali forme di confronto siano state avviate con famiglie e personale e quale destinazione verrà attribuita alla sede attuale. Un ulteriore punto riguarda gli eventuali interventi programmati sull’edificio storico e il progetto complessivo predisposto dall’Amministrazione comunale per entrambe le strutture.

La richiesta di partecipazione

Befani e Scoccia contestano anche l’assenza, a loro giudizio, di un adeguato coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte sul futuro dell’asilo. La richiesta rivolta al Comune è di spiegare pubblicamente il disegno previsto per i servizi educativi di Ponte San Giovanni, chiarendo in quale modo la nuova struttura possa produrre un effettivo aumento dell’offerta. Per i consiglieri, il PINQuA deve rimanere un’opportunità di crescita per il quartiere e non trasformarsi in una semplice sostituzione tra sedi, con la possibile perdita di un presidio educativo già integrato nel territorio.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*