Arresti Umbria, Duca intercettato: «Facciamo cinque reati all’ora»

Arresti Umbria, Duca intercettato: «Facciamo cinque reati all'ora»
Emilio Duca

Arresti Umbria, Duca intercettato: «Facciamo cinque reati all’ora»

Emilio Duca, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia, accusato di associazione per delinquere finalizzata alla manipolazione di concorsi pubblici e finito agli arresti domiciliari insieme a Gianpiero Bocci, Luca Barberini e Maurizio Valorosi, appare ben cosciente di ciò che fa. In un video – riporta oggi il Corriere dell’Umbria in un articolo a firma di Francesca Marruco – viene immortalato mentre dice «lo posso ricevere un avviso di garanzia o essere arrestato per i concorsi e le gare… se io non mi occupo di queste due cose posso andare a spasso tutto il giorno».

E poi ancora il due luglio scorso diceva: «Se dovessero intercettarmi rileverebbero cinque reati ogni ora». Per i pubblici ministeri Mario Formisano e Paolo Abbritti, coordinati dal procuratore capo Luigi De Ficchy – riporta ancora il Corriere – Duca si sarebbe “assoggettato” ai voleri degli esponenti del Pd travolti dall’inchiesta, Catiuscia Marini, Gianpiero Bocci e Luca Barberini che di volta in volta raccomandavano qualcuno, per mantenere il suo incarico, in scadenza. Così come gli altri due direttori, Maurizio Valorosi e Diamante Pacchiarini, ritenuti responsabili insieme al dg della distorsione dei bandi pubblici, il cui obiettivo, per l’accusa, è quello di «acquisire consenso presso i propri referenti politici e di assicurarsi il mantenimento dell’attuale posizione lavorativa».

L’attenzione degli inquirenti – scrive Marruco – si focalizza sulla questione assunzioni e inizia a spostarsi anche verso la politica, Valorosi e Duca parlano spesso dell’assessore, Barberini, che poi viene intercettato. «Nessun concorso finalizzato alla selezione del personale è risultato regolare», annotano i magistrati, «le alterazioni riscontrate sono marcate e gravi». I pm hanno la «certezza» di aver colto «lo spaccato di un sistema che va avanti da anni, dove ognuno sa cosa deve fare e il fine che ciascuna procedura deve raggiungere».

Duca – conclude il Corriere dell’Umbria – è il “fautore” del sistema clientelare, mentre Pacchiarini e Valorosi sono asserviti in maniera “continuativa”. Assieme a loro sono finiti nell’inchiesta anche molti altri dirigenti “tanto da risultare evidente che la regola implicita nella gestione ordinaria dell’ospedale non possa prescindere dal consenso dei politici locali e della mediazione di Duca.

«Il mio assistito è sereno, chiarirà certamente la propria posizione. Occorre preservare l’esigenza difensiva che è quella di conoscere le fonti di prova in base alle quali è stato emesso il titolo cautelare personale». E’ quanto dice l’avvocato Francesco Falcinelli, legale difensore del dottor Emilio Duca, direttore generale dell’Azienda ospedaliera.

«Il provvedimento in questione è “contraddittorio successivo”, quindi viene emesso e successivamente si instaura in contraddittorio, con le forme dell’interrogatorio, della persona incolpata. Questa esigenza – ha aggiunto – di conoscere gli elementi di indagine sui quali si fonda la misura è essenziale per garantire l’effettività del diritto di difesa, a fronte di un’esigenza del mio assistito che è quella di chiarire le contestazioni che gli vengono formulate. Si tratta di contestazioni provvisorie, in relazione alle quali non vi è alcuno accertamento definitivo e dunque la fase procedimentale è caratterizzata da queste fattispecie».

L’avvocato ha incontrato il suo assistito e ha riferito che è sereno: «Ha esigenza di conoscere le ragioni delle incolpazioni che costituiscono il compendio delle fonti di prova. E’ sofferente naturalmente per la situazione che si è creata».

Per quanto riguarda i capi di accusa ha evidenziato: «I fatti storici vanno compiutamente ricostruiti e relazione a quelle contestazioni il mio assistito non è mai stato posto nella condizione di interloquire. Certamente si tratta di un’indagine complessa che si è sviluppata per oltre un anno, che sono state impiegate tecniche di investigazione assai articolate. Soltanto dopo aver acquisto tutti gli elementi sarà articolare le argomentazioni difensive, punto per punto, profilo per profilo.

E infine ha concluso dicendo: «La strategia certamente presuppone la necessaria conoscenza degli elementi sulle quali si basa l’incolpazione provvisoria e questo sarà fatto a fronte di una volontà del dottor Duca di chiarire i fatti».

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*