Archiviazione dell’indagine sulla scomparsa di Barbara Corvi

soddisfazione per l'ex marito il difensore sostiene che le indagini suppletive erano ridondanti

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Archiviazione dell’indagine sulla scomparsa di Barbara Corvi

Archiviazione dell’indagine – “C’è sicuramente soddisfazione per questa doppia archiviazione stabilita dal giudice di Terni anche se, in realtà, non c’era davvero più alcuna strada da battere”. È il commento dell’avvocato Giorgio Colangeli che, insieme al collega Cristiano Conte, difende Roberto Lo Giudice, ex marito di Barbara Corvi, svanita nel nulla dal 27 ottobre del 2009.

“Le indagini suppletive di un anno fa – afferma il legale -, relative a nuove analisi sulle tracce di sangue nell’autovettura del Lo Giudice e agli approfondimenti testimoniali con amici e familiari di Barbara, erano a nostro giudizio ridondanti ma sono state svolte con cura e perizia. E nulla hanno fatto emergere. Così come le dichiarazioni del collaboratore di giustizia foggiano, approfondite dal procuratore Liguori con tentativi di riscontro molto elaborati e condotti anche in Calabria, al termine dei quali anche il procuratore riteniamo si sia reso conto che non c’era davvero nulla”.

“Il racconto di quell’uomo – aggiunge l’avvocato -, ora possiamo dirlo, anche sul piano dell’antropologia criminale, appariva del tutto incredibile, fino al culmine di queste persone sconosciute che avrebbero brindato di fronte a lui, ad Amelia, per la morte di Barbara. Alla luce della decisione ci sembra che il gip non abbia avuto più dubbi e oggi finisce una specie di gogna per il Lo Giudice”.

L’ex marito di Barbara Corvi, Roberto Lo Giudice, può finalmente esprimere soddisfazione in seguito alla doppia archiviazione dell’indagine sulla scomparsa della sua ex moglie, stabilita dal giudice di Terni. Secondo l’avvocato difensore Giorgio Colangeli, non restava più alcuna strada da battere e la decisione del giudice segna la fine di un’incresciosa situazione per Lo Giudice.

L’avvocato Colangeli sostiene che le indagini suppletive, condotte lo scorso anno, erano ridondanti e non hanno portato a nessuna nuova evidenza significativa. Sia le analisi sulle tracce di sangue trovate nell’autovettura di Lo Giudice, sia gli approfondimenti testimoniali con amici e familiari di Barbara Corvi, non hanno fornito alcun elemento incriminante. Inoltre, le dichiarazioni del collaboratore di giustizia foggiano, oggetto di accurati tentativi di riscontro da parte del procuratore Liguori, non hanno portato a nulla di rilevante, nemmeno durante le indagini condotte in Calabria.

L’avvocato difensore sottolinea che il racconto del collaboratore di giustizia appariva incredibile anche dal punto di vista dell’antropologia criminale, soprattutto per quanto riguarda la narrazione delle persone sconosciute che avrebbero brindato alla morte di Barbara di fronte a lui, ad Amelia. Alla luce di questa decisione di archiviazione, sembra che il gip non abbia più avuto dubbi sulla situazione, ponendo fine a una sorta di gogna per Roberto Lo Giudice.

In conclusione, la decisione del giudice di Terni di archiviare l’indagine sulla scomparsa di Barbara Corvi ha portato soddisfazione all’ex marito, Roberto Lo Giudice, e ai suoi avvocati difensori. Secondo loro, le indagini suppletive non hanno prodotto alcuna prova incriminante e le dichiarazioni del collaboratore di giustizia non sono state ritenute credibili. Ora, Lo Giudice può sperare che questa vicenda si concluda definitivamente e che la verità sulla scomparsa di Barbara possa emergere in futuro.

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