Appello per Riccardo Branchini arriva fino al Presidente Mattarella

Appello per Riccardo Branchini arriva fino al Presidente Mattarella

Madre chiede nuove ricerche e svuotamento della Diga del Furlo

Una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella riporta al centro dell’attenzione la vicenda della scomparsa di Riccardo Branchini, il giovane del quale non si hanno più notizie dal 13 ottobre 2024. A scrivere è la madre, Federica Pambianchi, che chiede un intervento delle istituzioni affinché venga valutata con urgenza ogni possibile iniziativa utile a completare le ricerche, in particolare attraverso lo svuotamento della Diga del Furlo, luogo dove fu ritrovata l’automobile del figlio.

La donna ripercorre quasi ventuno mesi di attesa, segnati dall’incertezza e dall’assenza di risposte definitive. Il suo appello è rivolto alla più alta carica dello Stato nella speranza che la vicenda possa ricevere una rinnovata attenzione istituzionale.

La scomparsa e le indagini

Riccardo Branchini scomparve il 13 ottobre 2024. La sua automobile venne rinvenuta nei pressi della Diga del Furlo con all’interno tutti gli effetti personali, tra cui documenti, denaro, chiavi, scarpe, vestiti e zaino. Dell’uomo, invece, nessuna traccia.

Nei giorni successivi furono organizzate ricerche che si protrassero per dieci giorni. Parallelamente, la Procura della Repubblica aprì un procedimento per istigazione al suicidio, disponendo gli accertamenti ritenuti necessari. Secondo quanto riferisce la madre nella lettera, il procedimento giudiziario è ormai vicino alla conclusione, mentre permane l’assenza di elementi in grado di chiarire quale sia stato il destino del figlio.

L’incertezza continua a rappresentare l’aspetto più doloroso della vicenda, poiché la famiglia non dispone di alcuna certezza sulla sorte del giovane né di un luogo che possa offrire una risposta definitiva.

La richiesta di nuove ricerche nella diga

Uno dei punti centrali della lettera riguarda la richiesta di svuotare l’invaso della Diga del Furlo per consentire controlli completi del fondale.

Federica Pambianchi ricorda di aver avanzato questa richiesta da quasi ventuno mesi e spiega che la Regione Marche aveva predisposto un progetto finalizzato allo svolgimento delle ricerche. Successivamente sarebbero state presentate opposizioni motivate dalla necessità di tutelare la fauna ittica e di evitare possibili effetti negativi sui pesci, proponendo invece un abbassamento graduale del livello dell’acqua.

Nel suo appello la madre precisa di comprendere il valore della tutela ambientale, ma sottolinea come, durante le frequenti ricerche svolte lungo il corso del fiume, abbia constatato personalmente la presenza di numerosi detriti e rifiuti.

Le condizioni dell’area del Furlo

La lettera dedica ampio spazio anche allo stato dell’area circostante la diga.

Secondo quanto riportato, lungo il corso del fiume sarebbero presenti accumuli di tronchi, rami e materiali trascinati dalle piene, oltre a numerosi rifiuti. Tra questi vengono citati mobili, tavoli, sedie, frigoriferi, tubazioni, materassi, indumenti e altri oggetti.

La donna riferisce inoltre di aver ricevuto fotografie che documenterebbero la presenza, già da almeno due anni prima della scomparsa del figlio, di grandi tubazioni lasciate nell’area dopo l’alluvione che colpì Cantiano nel 2022.

Secondo quanto riportato nella lettera, analoghe situazioni sarebbero riscontrabili anche presso altri invasi del territorio.

Il tempo come elemento decisivo

Uno degli aspetti che maggiormente preoccupa la madre riguarda il trascorrere del tempo.

Nella lettera viene evidenziato il timore che, qualora Riccardo Branchini si trovasse realmente nell’invaso, il naturale processo di decomposizione possa rendere progressivamente più difficile un eventuale ritrovamento.

Per questo motivo Federica Pambianchi spiega di aver presentato nuovamente alla Regione Marche una richiesta affinché le operazioni possano essere programmate nel mese di settembre, quando saranno superate le criticità legate alla stagione estiva.

Il ritrovamento di un indumento

Nel documento viene ricordato anche un episodio avvenuto nelle ultime settimane.

Durante una ricerca lungo il fiume, Federica Pambianchi afferma di aver rinvenuto un paio di boxer che potrebbero appartenere al figlio. L’indumento è stato immediatamente consegnato alla Procura della Repubblica, che procederà con gli accertamenti genetici attraverso l’esame del DNA.

La madre precisa di non conoscere quale sarà l’esito delle analisi, ma ritiene che questo ritrovamento rappresenti un ulteriore elemento a sostegno della necessità di verificare approfonditamente l’intera area interessata dalle ricerche.

L’appello al Presidente della Repubblica

Nella parte conclusiva della lettera, Federica Pambianchi si rivolge direttamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, riconoscendo il ruolo costituzionale del Capo dello Stato e precisando di essere consapevole che non possa sostituirsi alla magistratura o agli enti competenti.

La richiesta riguarda la possibilità che tutte le istituzioni coinvolte valutino con la massima urgenza ogni soluzione utile per consentire il completamento delle ricerche.

La donna ribadisce di non chiedere trattamenti privilegiati, ma che venga fatto tutto ciò che è concretamente possibile per arrivare alla verità sulla sorte del figlio. Il suo obiettivo, conclude, è poter conoscere con certezza cosa sia accaduto a Riccardo Branchini, ponendo fine a un’attesa che dura ormai da quasi ventuno mesi.

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