Lo splendore del Teatro Pavone ritorna
di RitaPaltracca
Di nuovo porte chiuse, ma solo temporaneamente per un ultimo stralcio di lavori ed esattamente per il completamento dei palchi del quarto ordine; ma intanto, il teatro del Pavone è riapparso nel suo splendore.
Dopo lo straordinario concerto della pianista Angela Hewitt del 28 dicembre, le serate del 4 e 5 gennaio, sono state allietate dal musical “I Miserabili”, tratto dal romanzo di Victor Hugo, messo in scena dalla Compagnia Innuendo Academy, di Foligno. L’interpretazione della giovane compagnia ha entusiasmato il pubblico. Una compagnia nata nel 2014, fondata da Lorenzo Dionigi, che torna al Pavone dopo dieci anni. Lo stesso Dionigi a fine spettacolo ha salutato la società del Pavone ringraziando per la sensibilità e la collaborazione e congratulandosi per lo splendore
ritrovato del teatro e del piacere provato su questo palcoscenico.

Da perugini, ne siamo ben lieti perché il Pavone ci mancava proprio, e ci fa piacere ripercorrerne brevemente la storia. Fu il primo teatro cittadino – realizzato tra 1717 e 1723 in struttura lignea, poi ricostruito in muratura su disegno dell’architetto Pietro Carattoli nella seconda metà del secolo- ha una storia ricca di prestigiosi eventi
come il grande veglione di celebrazione dell’annessione di Perugia al Regno d’Italia del 7 ottobre 1860, oltre ad aver ospitato grandi interpreti come Eleonora Duse.
Tornato a risplendere dopo otto anni di faticosi lavori di restauro integrale ormai prossimi al termine, rappresenta un esempio di sinergia positiva e virtuosa tra pubblico, privato insieme alla Fondazione Perugia, in perfetta linea con la storia e la natura di questo prezioso bene culturale.
La parentesi di apertura a cavallo dell’anno è stata gestita, dalla società del Pavone, e per essa dall’instancabile presidente Giambattista Manzoni. Durante la serata del musical, parlando con lui e alcuni dei soci ne è uscito che l’esemplare ripristino si debba alla tenacia, alla dedizione e all’impegno del presidente, oltre che a dei soci, Giuseppe Severini e Vincenzo Ansidei di Catrano. Ognuno di loro, ha offerto all’interesse generale professionalità, tempo ed energie, trovando piena rispondenza nella Fondazione Perugia, che come da statuto vi ha destinato la massima parte dei fondi necessari, aggiunti a un contenuto finanziamento europeo.
Ai Perugini è fin tropo caro questo teatro, i suoi 500 posti rappresentano anche un ottimo “taglio” di capienza per spettacoli ed eventi, e che potrebbe anche essere aperto a visite al palco e alle incredibili affascinanti macchine in legno. Ora in attesa del completamento dei lavori si auspica che il Pavone torni a vivere, per Perugia e per il suo centro storico, in attesa della riapertura definitiva a fine primavera.
Intanto aver rivisto accesa la sua scritta verde luminosa in piazza della Repubblica, ha scaldato il cuore di tanti.

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