Caos accorpamenti scuole, la minoranza chiede un Consiglio straordinario

Porzi (Misto): dalla Giunta scelte improvvisate e non condivise mentre le proteste salgono e si avvicina la data di scadenza per la presentazione del Piano

Porzi caos accorpamenti scuole
Porzi caos accorpamenti scuole

“Riteniamo necessario riportare la questione su un serio e condiviso confronto politico, la situazione in cui ci siamo venuti a trovare richiede che si apra una discussione dettagliata che possa permettere a tutti i Consiglieri regionali di valutare e discutere delle reali ripercussioni di una decisione che non può essere frutto di improvvisazione. Con questo obiettivo, insieme agli altri rappresentanti della minoranza, Vincenzo Bianconi, Simona Meloni, Michele Bettarelli, Fabio Paparelli, Thomas De Luca, Tommaso Bori, abbiamo chiesto la convocazione di un Consiglio regionale urgente”.

E’ quanto afferma in una nota il Consigliere regionale Donatella Porzi (Misto), in merito alle scelte arbitrarie della Giunta regionale circa gli accorpamenti imposti dal dimensionamento scolastico che stanno sollevando continue proteste da parte dei Comuni, degli istituti scolastici e degli stessi studenti, che questa mattina hanno indetto una mobilitazione a Perugia.

Porzi sottolinea che “la Giunta è corsa ai ripari con la convocazione urgente (per oggi stesso) di un altro tavolo 112 al quale sono stati invitati tutti i sindacati della scuola, dopo che quest’ultimi, con una missiva unitaria, avevano espresso una forte contrarietà circa l’accorpamento di quattro istituzioni scolastiche di secondo grado, di Città di Castello (Liceo Classico “Plinio Il Giovane” con IIS “Patrizi, Baldelli-Cavallotti” e di Assisi (“Istituto Alberghiero” e “Polo Bonghi”),  sottolineando “che tali proposte non erano mai state fatte oggetto di menzione né nelle Linee di indirizzo, né nelle Conferenze d’Ambito, né nella Conferenza Provinciale”.

“Nel frattempo – aggiunge ancora Porzi – ascoltiamo increduli e leggiamo da più parti che sono improvvisamente diventati tutti bravi ad intestarsi il merito di aver scongiurato il rischio degli accorpamenti, a Marsciano come a Terni, Assisi e a Città di Castello, quando le proposte sono frutto di indirizzi da parte di una maggioranza di cui fanno parte gli stessi soggetti che ora si vantano di aver lavorato per trovare le soluzioni migliori. A questo punto ci chiediamo: a chi toccherà con questo nuovo giro di giostra?”.

“L’unica soluzione – lo ribadiamo – di fronte alla chiara volontà di accentramento della Giunta regionale,  è quella di aprire una discussione democratica su una questione che riguarda decine di migliaia di famiglie umbre. Serve un Piano concertato che soddisfi le reali esigenze dei territori e rispetti le peculiarità degli istituti scolastici, un Piano che va messo a punto in tempi rapidissimi, visto che il termine ultimo è il 30 dicembre e che potremmo correre il rischio che il Ministero nomini un commissario ad acta che decide per tutti”.

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