Il flop elettorale apre scenari incerti per Palazzo Spada
Il risultato delle elezioni regionali in Campania consegna a Stefano Bandecchi un verdetto severo. Il sindaco di Terni, alla guida del nuovo movimento politico Dimensione Bandecchi, si è fermato a una percentuale minima, attorno allo 0,46%, con poco più di un migliaio di preferenze quando erano state scrutinate 823 sezioni su 5.825. Anche nell’ipotesi più favorevole, con un possibile assestamento vicino all’1%, il dato resta lontano dalle aspettative di un debutto nazionale capace di imprimere una svolta.
La campagna elettorale aveva visto – come scrive Sergio Capotosti su Il Messaggero – al fianco di Bandecchi figure di rilievo come l’assessora al sociale Viviana Altamura, candidata al consiglio regionale, e Maurizio Caccavale, allenatore delle giovanili rossoverdi. A coordinare la macchina organizzativa era stato il vicesindaco Riccardo Corridore, impegnato per mesi fuori da Palazzo Spada. Una scelta politica netta, che ora comporta il ritorno a Terni con dossier rimasti inevasi.
La sconfitta apre interrogativi sugli equilibri della maggioranza ternana. Le indiscrezioni parlano di un possibile rimpasto e di una sterzata amministrativa. Durante il consiglio comunale, Bandecchi ha criticato lo stato delle strade, assumendo toni di autocritica verso la macchina comunale.
A complicare il quadro, la crisi interna ad Alternativa Popolare, dove la nascita di Dimensione Bandecchi ha provocato tensioni. L’uscita polemica dell’ex capogruppo Guido Verdecchia, con accuse di promesse mancate e periferie trascurate, ha lasciato strascichi pesanti.
Il debutto elettorale del movimento non ha prodotto il salto di qualità auspicato. Ora il flop campano rischia di riflettersi direttamente sulla tenuta politica di Terni, aprendo un rebus sul futuro della giunta e sugli assetti di maggioranza.

Commenta per primo