Van Gogh multimedia & friend Michela Lupattelli racconta le sue opere 🔴 Video 🔴

michela lupattelli

Van Gogh multimedia & friend Michela Lupattelli racconta le sue opere

del Direttore
Marcello Migliosi
“La scelta sempre più frequente di presentare l’arte al grande pubblico tramite l’utilizzo di tecnologie multimediali avanzate permette di amplificare la forza comunicativa dei contenuti, impiegando contemporaneamente diversi canali trasmissivi, quello visivo delle immagini, quello uditivo dei suoni e della musica, quello sensoriale degli oggetti e degli ambienti ricostruiti”.

E’ questo il presupposto ideologico cui si ispira la mostra “Van Gogh multimedia & friend” di Torino.

La rassegna, inaugurata il 26 di gennaio, si protrarrà fino al 28 di aprile prossimo. All’inedito show multimediale immersivo, realizzato da Navigare Srl con la consulenza artistica di Alberto D’Atanasio e Giovanna Strano per la sezione multimediale, l’Umbria, in particolare Perugia, partecipa con Michela Lupattelli, considerata dai critici, tra i più grandi artisti contemporanei.

Nel suo laboratorio – scuola, Michela Lupattelli incarna la figura rinascimentale

Nel suo laboratorio – scuola, Michela Lupattelli incarna la figura rinascimentale dell’ “Artista Intellettuale” è lei che conserva e insegna le tecniche, la composizione dei materiali e gli utensili dei maestri della storia dell’ arte. Michela Lupattelli ha permesso di entrare dentro al mistero del fare arte di Vincent Van Gogh.

Michela racconta le sue opere

“Queste sono le opere che ho realizzato per la mostra – ci dice l’artista -. Si tratta di 5 dipinti ‘in esecuzione‘ che mostrano le fasi di realizzazione: dalla tela grezza, al disegno, alla pittura di fondo e al dipinto vero e proprio realizzato con pennellate materiche di colore non diluito”.

In armonia, di fatto, con quella che è l’anima della grande mostra piemontese, dove, attraverso l’uso dei vari linguaggi il visitatore è immerso in un percorso avvolgente, trasportato in un viaggio virtuale alla scoperta in questo caso del pittore, dell’artista, dell’uomo Vincent Van Gogh.

“A differenza degli impressionisti – spiega Lupattelli – Van Gogh disegnava tutto. Usava inchiostri e carboncino con tratti veloci ma meticolosi e studiava con attenzione tutte le associazioni cromatiche. Mescolava il colore direttamente sulla tela. Era fondamentale la velocità di esecuzione – fa notare -, per restituire le sensazioni che provengono dalla luce e per far vibrare sulla tela le stesse emozioni che scuotono l’anima di chi dipinge” Michela ha anche realizzato un Gauguin: “Anche Paul Gauguin spiega – sosteneva l’importanza del disegno”.

La mostra multimediale prende in esame, attraverso proiezioni su diversi grandi monitor, la vita e le opere del maestro, con la visione a video di molti dipinti e disegni realizzati nel corso della sua esistenza e completata con informazioni in italiano e inglese relative ai periodi artistici vissuti da Van Gogh negli ultimi 10 anni della sua vita.

Tanta curiosità su Van Gogh
La curiosità del grande pubblico, sulla vita e sulle opere di Van Gogh ( nato a Zundert in Olanda il 30 marzo 1873 e morto suicida a Auvers -sur-Oise in Francia a a 37 anni, il 29 luglio 1890) non accenna a diminuire, malgrado le tante esposizioni di opere originali provenienti da Musei prestatori di tutto il mondo o dal Rijksmuseum Vincent Van Gogh di Amsterdam, o quelle realizzate negli anni ’90/2000, la più famosa quella realizzata nell’autunno 1984 a New York del Metropolitan Museum “Van Gogh in Arles” o quella di Roma, nell’anniversario dei 100 anni dalla morte, nel 1990, o quelle dei giorni nostri di Marco Goldin a Vicenza, o quelle che utilizzano strumenti tecnologici multimediali. Si direbbe anzi il contrario: più si fanno mostre con opere originali e più il visitatore è colpito dalle opere e dall’aura che è stata creata in questo ultimo trentennio intorno alla figura del grande artista, mai abbastanza studiato. Colpito a tal punto di desiderare di essere al centro della tela, di immedesimarsi col pittore, essere la sua mente, i suoi occhi e la sua mano, far parte della sua tecnica, della sua anima, del suo momento creativo. Desiderio che la potenza della tecnologia può esaudire.

La mostra esplora il lavoro e le esperienze di vita di questo prolifico artista nel periodo tra il 1880 e il 1890, ne interpreta pensieri, sentimenti e stati mentali durante il periodo trascorso a Arles, Saint Rémy e Auvers-sur-Oise, luoghi in cui creò molti dei suoi immortali capolavori.

Questi lavori vengono mostrati attraverso dettagli ad altissima definizione, prestando particolare attenzione alle loro caratteristiche principali e consentendo di comprenderne l’uso del colore, la tecnica e le fonti di ispirazione.

Sincronizzate con una potente colonna sonora classica, più di 2.500 immagini di Van Gogh in grande scala creeranno un’atmosfera elettrizzante riempiendo schermi giganti, pareti e pertanto immergendo completamente il visitatore nei colori vibranti e nei vivaci dettagli che costituiscono l’unicità dello stile di Van Gogh.



“Per questa mostra – spiega Michela Lupattelli – hanno lavorato e stanno lavorando circa 80 persone. Sono stati impegnati inoltre, tre laboratori di restauro, quattro restauratori, tre fotografi, tre pittori professionisti, due architetti, quattro ricercatori, quattro laboratori di indagini scientifiche, quattro docenti universitari, di storia filosofia e indagini microbiologiche”.

Sono stati percorsi circa 8000 km in meno di 20 giorni. Si sono consultati circa 90 testi e confrontato fonti originali con quanto è stato scritto senza riscontri e senza metodi scuentifico. Si sono analizzati i colori, le matite, i supporti e gli utensili usati da Vincent Van Gogh, Degas, Monet e Renoir.

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