Tesori etruschi di Città della Pieve esposti al Museo di Roma

Tesori etruschi di Città della Pieve esposti al Museo di Roma

Urne e corredi funerari in mostra al Museo dell’Arte Salvata

I reperti etruschi provenienti da Città della Pieve hanno trovato nuova collocazione a Roma, al Museo dell’Arte Salvata, dove resteranno visibili fino al gennaio 2026. La visita istituzionale del 27 agosto ha visto la presenza del sindaco Fausto Risini e dell’assessore alla Cultura Luca Marchegiani, accolti nella capitale da un gruppo di esperti del patrimonio archeologico. Ad accompagnare la delegazione, tra gli altri, la dottoressa Federica Pitzalis della Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, la direttrice Maria Angela Turchetti dell’Ipogeo dei Volumni di Perugia, la dottoressa Sara Colantonio del Museo Nazionale Romano, i restauratori Serena Di Gaetano e Adriano Casagrande dell’Istituto Centrale per il Restauro, la dottoressa Paola Romi della Soprintendenza umbra e il tenente colonnello Paolo Salvatori, responsabile della Sezione Archeologia del Comando Carabinieri TPC.

La delegazione ha preso parte alla visita nella Sala Ottagona delle Terme di Diocleziano, spazio che accoglie l’allestimento dedicato a opere recuperate dopo eventi catastrofici o sottratte da scavi illegali e furti. L’esposizione, inaugurata il 26 giugno, è a ingresso libero fino al 31 agosto e successivamente, fino all’11 gennaio 2026, sarà accessibile con biglietto.

Fulcro del percorso espositivo sono i tesori etruschi di Città della Pieve, rientrati grazie a un’operazione del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Al termine delle analisi scientifiche, le opere torneranno in Umbria. In mostra figurano tre urne etrusche e un corredo funerario di grande pregio, fra cui due urne cinerarie che ritraggono figure femminili. Le decorazioni scolpite e i residui in oro zecchino testimoniano il valore artistico e simbolico dei manufatti.

A completare il nucleo espositivo vi è un insieme di specchi in bronzo, tra cui un esemplare di rilievo per l’iconografia etrusca. Su di esso è incisa una scena in cui una lupa nutre un solo bambino, rappresentazione inedita che apre nuove piste di studio sulla tradizione figurativa del popolo etrusco.

La giornata romana della delegazione pievese si è conclusa presso la caserma di via Anicia, sede del Comando Carabinieri TPC, all’interno dell’ex convento di San Francesco a Ripa. Qui gli amministratori hanno avuto l’occasione di osservare da vicino il lavoro dell’Arma nella salvaguardia dei beni archeologici, nonché la varietà di reperti riportati alla luce attraverso indagini complesse.

L’iniziativa ha messo in risalto non soltanto il valore del patrimonio etrusco pievese, ma anche la collaborazione tra istituzioni locali, ricerca scientifica e forze dell’ordine. Centrale il ruolo dell’Istituto Centrale per il Restauro, impegnato nelle delicate operazioni di conservazione, che rappresenta un passaggio cruciale per garantire la sicurezza dei reperti recuperati.

Parallelamente, proseguono le campagne di scavo e le analisi nell’area dell’agro chiusino, zona che da tempo restituisce testimonianze di rilievo e che continua a richiamare l’attenzione degli archeologi. Questa attività ribadisce il valore scientifico del territorio e rinsalda il legame delle comunità con le proprie origini storiche.

Situato nei pressi di Stazione Termini, il Museo dell’Arte Salvata costituisce anche un punto strategico per la promozione culturale e turistica. La posizione centrale favorisce la fruizione da parte di visitatori italiani e stranieri, trasformando l’esposizione in una vetrina internazionale per Città della Pieve e per l’Umbria.

La presenza delle urne etrusche e dei corredi funerari in un contesto museale romano non rappresenta soltanto un’occasione di conoscenza per il pubblico, ma anche un atto di restituzione collettiva. I rilievi scolpiti, le applicazioni in oro e le incisioni bronzee si impongono come tracce vive di una memoria antica, capace di dialogare con il presente.

Il rientro programmato dei reperti in Umbria offrirà nuove opportunità di valorizzazione e contribuirà alla creazione di itinerari espositivi in grado di attrarre studiosi e appassionati. Città della Pieve, attraverso i suoi tesori etruschi, conferma il proprio ruolo di custode di una storia millenaria, testimoniando come ricerca, tutela e divulgazione possano fondersi in un unico percorso culturale.

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