USB sollecita il Comune: servono risposte immediate
Spazio Zut – A sei mesi dalla chiusura dello Spazio Zut, Foligno continua a fare i conti con l’assenza di un presidio culturale che negli ultimi dieci anni ha rappresentato un punto di riferimento per la comunità. Sorto all’interno dell’ex cinema Vittoria, Zut è rimasto inattivo dallo scorso gennaio, quando le convenzioni di gestione sono giunte a scadenza senza rinnovo. La situazione, definita allarmante da numerosi operatori del settore, è stata nuovamente portata all’attenzione pubblica dalla USB Lavoro Privato – Federazione Regionale Umbria, che ha ribadito l’urgenza di una riapertura in tempi brevi.
Il Comune di Foligno, subito dopo la chiusura, aveva annunciato l’imminente pubblicazione di un bando per l’assegnazione della gestione della struttura, ma a oggi nessun atto concreto è stato compiuto. USB sottolinea la necessità di un intervento immediato da parte dell’amministrazione, denunciando un immobilismo che rischia di cancellare anni di attività culturali, formative e sociali costruite con il contributo di artisti, volontari e cittadini. Il sindacato definisce la chiusura dello Zut come un colpo inferto non solo al mondo della cultura ma anche alla coesione sociale della città.
Spazio Zut
La struttura di piazza del Reclusorio è stata negli anni teatro di rassegne, laboratori, spettacoli, concerti e mostre. Particolarmente significativo è stato il ruolo dello Zut! all’interno dell’Umbria Factory Festival, manifestazione che ha portato in città centinaia di eventi multidisciplinari coinvolgendo decine di compagnie italiane e internazionali. Il successo di tali iniziative ha consolidato la reputazione di Foligno come centro vitale per la produzione culturale indipendente. Una reputazione che ora appare compromessa, vista la lunga sospensione delle attività e l’assenza di indicazioni sul futuro.
Accanto alla dimensione artistica, all’interno della stessa struttura ha operato con continuità Multiverso, spazio di coworking che ha offerto a professionisti, freelance e piccole imprese un ambiente dinamico per lavorare e collaborare. L’area ha accolto anche corsi, laboratori, attività formative, diventando punto di riferimento per chi cerca una soluzione alternativa agli uffici tradizionali. Iniziative come i corsi di lingua giapponese per bambini e adulti ne hanno evidenziato il valore educativo e sociale. Tuttavia, con la fine delle convenzioni, anche Multiverso si trova ora in una situazione di incertezza.
Le realtà coinvolte lamentano la totale assenza di interlocuzione istituzionale. Gli operatori culturali riferiscono di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dal Comune riguardo le modalità con cui si intende procedere. Una mancanza di trasparenza che sta alimentando preoccupazioni crescenti, soprattutto per la sostenibilità economica dei progetti che, in mancanza di garanzie, rischiano di interrompersi definitivamente. Il clima che si respira tra gli addetti ai lavori è di sospensione, in attesa di segnali chiari e decisioni concrete da parte dell’amministrazione.
Spazio Zut
USB ha richiamato l’attenzione su come questa situazione superi il singolo caso locale, rappresentando un indicatore di un più ampio disinteresse verso il comparto culturale umbro. L’organizzazione sindacale sottolinea che la cultura deve essere riconosciuta come un diritto e come uno strumento di emancipazione collettiva, non come un’attività marginale da gestire in modo occasionale. L’assenza di una politica strutturata, sostiene USB, è sintomo di una visione che non considera la cultura un elemento fondamentale dello sviluppo urbano e umano.
La questione è tornata all’ordine del giorno anche per le ricadute che la sospensione dello Zut comporta sull’indotto economico locale. Eventi, spettacoli e concerti attiravano un pubblico numeroso, contribuendo al sostegno delle attività commerciali e delle strutture ricettive del centro storico. L’interruzione della programmazione sta dunque avendo effetti anche sul piano turistico e commerciale, in un momento in cui molte realtà del territorio sono già alle prese con le difficoltà del post-pandemia.
Sul piano istituzionale, l’amministrazione comunale ha manifestato apertura al confronto, ma senza fornire dettagli su eventuali sviluppi. Il sindaco ha espresso la disponibilità a incontrare i responsabili delle due realtà, ma non ha avanzato proposte né fissato una tempistica per l’eventuale pubblicazione del bando. USB giudica questa posizione insufficiente, sottolineando la necessità di adottare una linea operativa chiara e trasparente. Secondo il sindacato, non si tratta soltanto di decidere a chi assegnare uno spazio, ma di riaffermare il ruolo della cultura come bene comune e collettivo.
A fronte dell’inerzia istituzionale, USB ribadisce l’impegno a vigilare sull’iter amministrativo, annunciando che continuerà a monitorare la situazione e a intervenire pubblicamente affinché la vicenda dello Zut non finisca nel silenzio. L’organizzazione invita anche la cittadinanza a mantenere alta l’attenzione, esortando il tessuto associativo e i cittadini a esercitare pressione per ottenere risposte. La mobilitazione della comunità, secondo USB, è indispensabile per impedire che venga smantellata un’esperienza che ha rappresentato un modello positivo di cultura partecipata e accessibile.
Anche il ruolo simbolico dello Zut è al centro della riflessione: una realtà che negli anni ha saputo coniugare arte, formazione, lavoro e inclusione, creando connessioni tra mondi spesso separati. La sua chiusura, al di là del danno immediato, rappresenterebbe un arretramento rispetto a un’idea di città dinamica, aperta e proiettata verso il futuro. La perdita di uno spazio di questo tipo sarebbe, secondo USB, un impoverimento che coinvolge l’intera comunità, privandola di un luogo in cui coltivare creatività, confronto e crescita civile.
Nel frattempo, all’interno dello Zut e di Multiverso si tenta di portare avanti le ultime attività compatibili con la situazione di stallo, ma l’incertezza rende difficile ogni tipo di programmazione. Progetti avviati, collaborazioni in corso e rassegne in preparazione restano sospesi, mentre chi ci lavora guarda al futuro con apprensione. Le realtà interessate continuano a chiedere che venga stabilito un percorso condiviso, con regole e tempi certi, per garantire la prosecuzione delle attività e il consolidamento dell’esperienza maturata.
La chiusura dello Zut, dunque, non è solo la temporanea indisponibilità di una struttura, ma l’interruzione di un ecosistema che ha saputo coinvolgere cittadini, operatori e artisti in un progetto collettivo. La sua riattivazione, sostiene USB, non può essere rimandata ulteriormente. Ogni mese che passa aumenta il rischio di dispersione di competenze, energie e relazioni costruite nel tempo. Per questo il sindacato ribadisce con forza la richiesta di una riapertura immediata, con una gestione che rispetti e valorizzi la natura pubblica e partecipativa dello spazio.
Il futuro dello Zut e del coworking Multiverso resta, dunque, ancora incerto. L’assenza di decisioni da parte del Comune alimenta un clima di preoccupazione che si riflette sull’intero comparto culturale cittadino. Le organizzazioni coinvolte attendono risposte, mentre cresce la consapevolezza che ciò che è in gioco va oltre i confini di un edificio. Si tratta della possibilità per una città di continuare a credere nella cultura come strumento di sviluppo, inclusione e democrazia. Foligno, nel frattempo, resta in attesa.

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