Il tango conquista Carsulae tra teatro, danza e memoria storica

PrimoTango e TangoCorner in scena nel Teatro romano il 21 agosto

📌 FLASH NEWS – Teatro e tango si incontrano a Carsulae venerdì 21 agosto. Gabriele Granito porta in scena PrimoTango, storia di emigrazione e nascita del tango. A seguire TangoCorner con TangoLab ASD. Appuntamento nel Teatro romano alle 20:45.


Il Teatro romano di Carsulae diventerà per una sera il punto d’incontro tra teatro, danza, memoria dell’emigrazione e cultura argentina. Venerdì 21 agosto 2026, alle 20:45, lo spazio archeologico ospiterà “PrimoTango” e, a seguire, “TangoCorner”, un appuntamento dedicato alle origini e all’essenza storica, sociale, musicale e culturale del tango.

Al centro della prima parte della serata ci sarà Gabriele Granito, attore e regista, protagonista del monologo “PrimoTango”. La rappresentazione ricostruisce attraverso la vicenda di un emigrante italiano il contesto umano e sociale nel quale il tango prende forma, tra partenze, nostalgia, incontri e contaminazioni culturali.

La seconda parte vedrà invece protagonisti i ballerini dell’associazione TangoLab ASD. Con “TangoCorner”, il racconto lascerà progressivamente spazio alla danza attraverso conversazioni ballate che coinvolgeranno anche il pubblico.

La storia di Nino dall’Italia all’Argentina

“PrimoTango” racconta la vicenda di Nino, emigrante che alla fine dell’Ottocento lascia la Puglia diretto in Argentina. La sua storia personale diventa il filo conduttore attraverso il quale Gabriele Granito ripercorre il fenomeno dell’emigrazione e il contesto nel quale nascerà il tango.

Durante il viaggio Nino raggiunge Genova, descritta attraverso la vitalità dei suoi mercati e del porto. È qui che incontra Teresina, figura destinata a rimanere legata al protagonista anche quando arriverà il momento della partenza.

Il rapporto tra i due viene rappresentato attraverso l’immagine di un filo rosso, lanciato dal ponte del piroscafo che lascia il porto ligure. Nino parte con la promessa di tornare, mentre davanti a lui si apre la traversata dell’oceano verso una realtà completamente nuova.

Il viaggio non rappresenta soltanto uno spostamento geografico. È anche il passaggio tra due mondi e tra la speranza di una nuova vita e il peso delle proprie radici.

Buenos Aires e i bassifondi di La Boca

Una volta arrivato in Argentina, il protagonista entra nella realtà dei bassifondi di La Boca, dove la nostalgia della terra lasciata alle spalle incontra una società formata da persone provenienti da culture differenti.

È in questo scenario che Nino incontra la misteriosa Wanda. Il loro abbraccio diventa parte di un racconto nel quale le esperienze individuali degli emigranti si intrecciano con la nascita di una nuova espressione culturale.

Ad accompagnare questa parte della vicenda c’è la fisarmonica di Pantaleone Piazzolla. Nino diventa così testimone della nascita del tango, raccontato come un rito meticcio sviluppatosi nei postriboli e capace di unire persone lontane dalla propria casa.

Il tango emerge dalla rappresentazione non soltanto come danza, ma come linguaggio attraverso il quale dolore, speranze, attese e desiderio di riscatto trovano una forma comune.

Le contaminazioni alla base del tango

La Buenos Aires raccontata nello spettacolo è una città dura e contemporaneamente attraversata da una grande vitalità. Le promesse di una vita migliore si confrontano con le difficoltà dei bassifondi e con le aspettative spesso disattese degli emigranti.

In questo ambiente prendono forma le contaminazioni che contribuiscono alla nascita del tango. Influssi africani, spagnoli e italiani si incontrano all’interno di una società composta da persone con origini, esperienze e tradizioni differenti.

“PrimoTango” utilizza quindi la vicenda personale di Nino per raccontare un fenomeno più ampio. Il protagonista diventa testimone di un processo culturale nato dall’incontro di comunità lontane, accomunate dalla condizione dell’emigrazione e dalla necessità di costruire nuovi legami.

Il tango rappresenta così anche una forma di espressione collettiva, capace di trasformare esperienze individuali in un linguaggio condiviso.

Dopo il monologo arriva TangoCorner

Concluso “PrimoTango”, la serata al Teatro romano di Carsulae proseguirà con “TangoCorner”, a cura dell’associazione TangoLab ASD.

La seconda parte dell’appuntamento sarà costruita attraverso conversazioni ballate tra il maestro Ermanno Felli, Gabriele Granito e Michela Carobelli.

Dopo essere stato raccontato e richiamato attraverso il monologo, il tango diventerà quindi presenza concreta sulla scena. La danza permetterà di proseguire il percorso storico e culturale iniziato con la vicenda di Nino, mostrando direttamente alcuni degli elementi che caratterizzano questo linguaggio.

Il passaggio dalla parola al movimento rappresenta uno dei punti centrali della serata. Teatro e tango vengono messi in relazione attraverso le rispettive ritualità, costruendo un unico percorso narrativo.

Il pubblico diventa parte della rappresentazione

“TangoCorner” non sarà concepito esclusivamente come un’esibizione da osservare. Anche il pubblico sarà chiamato a diventare parte attiva dell’incontro, all’interno dello scambio tra racconto, danza e storia.

La formula delle conversazioni ballate consentirà di approfondire il tango attraverso differenti prospettive, passando dalla ricostruzione delle sue origini alla sua manifestazione attraverso i corpi e il movimento.

Il Teatro romano di Carsulae offrirà la cornice per questo dialogo tra due forme espressive. Da una parte la ritualità della rappresentazione teatrale, dall’altra quella del tango, con il suo rapporto tra musica, abbraccio e movimento.

L’obiettivo della serata è restituire contemporaneamente la dimensione storica e quella sentimentale del tango, collegando le sue origini alle vicende umane che ne hanno accompagnato lo sviluppo.

Una serata nel Teatro romano di Carsulae

L’appuntamento con “PrimoTango + TangoCorner” è fissato per venerdì 21 agosto 2026 alle ore 20:45, all’interno del Teatro romano di Carsulae.

La prima parte sarà affidata al monologo di Gabriele Granito e alla storia dell’emigrante Nino. Il percorso condurrà dalla Puglia alla Genova di fine Ottocento, fino alla traversata dell’Atlantico e all’arrivo nella Buenos Aires nella quale prendono forma le contaminazioni alla base del tango.

Successivamente saranno le conversazioni ballate curate da TangoLab ASD, con Ermanno Felli, Gabriele Granito e Michela Carobelli, a portare la danza direttamente sulla scena.

Una serata costruita quindi intorno all’incontro tra emigrazione italiana, cultura argentina, teatro, musica e danza, ospitata in uno degli spazi archeologici più suggestivi del territorio ternano.

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