Riapre San Francesco al Prato, dopo vent’anni di restauri

Riapre San Francesco al Prato, dopo vent'anni di restauri

Riapre San Francesco al Prato, dopo vent’anni di restauri

Riapre San Francesco al Prato dopo vent’anni di restauri e sfiora i mille visitatori in poco più di mezza giornata. Ha risposto così la cittadinanza all’apertura straordinaria del Complesso Monumentale di San Francesco al Prato. Un’anteprima esclusiva per conoscere meglio la storia e la portata culturale di questo importante patrimonio trasformato in Auditorium, unico al mondo, che si è snodata attraverso una serie di visite guidate organizzate dall’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, in collaborazione con il Comune.

Appuntamenti (uno ogni mezz’ora), condotti da operatori esperti (Guide dell’Umbria) che si sono resi disponibili volontariamente per un evento così importante, andato in overbooking in soli quattro giorni.

Ad aprire la prima visita sono stati il direttore dell’Accademia, il prof. Emidio De Albentiis, e Valentina Borgnini, storica dell’arte che da oltre vent’anni studia la storia di questo monumento, e di cui ha pubblicato un testo approfondito. Per l’occasione erano presenti il presidente della Fondazione dell’Accademia, l’avvocato Mario Rampini, l’assessore ai Lavori Pubblici, Francesco Calabrese, e i tecnici comunali che hanno seguito il lungo iter dei lavori di restauro.

“Essendo, si può dire, vicini di casa – ha sottolineato Rampini – questo magnifico spazio rappresenta un’opportunità anche per l’Accademia. Già da settembre potremmo dare vita ad iniziative di caratura nazionale, legate all’arte contemporanea, ma anche convegni. Un luogo dalle grandi potenzialità che rafforza la visibilità anche del nostro Musa, il Museo dell’Accademia”.

Non solo Auditorium. A ripercorrere gli ultimi cinque anni di cantiere è stata l’ingegnere Margherita Ambrosi, responsabile dei lavori per il Comune di Perugia. Lavori che, sinteticamente, hanno consentito finalmente il rinnovato utilizzo, con principale destinazione auditorium, ma con un potenziale funzionale di grande rilievo, sia per rappresentazioni artistiche, dalla danza al teatro, che per eventi culturali e convegnistici.

Il progetto per il recupero di San Francesco al Prato ha coniugato la cura dello studio architettonico con l’approfondimento degli aspetti tecnologico-acustici, al fine di valorizzare uno dei luoghi simbolo di Perugia dalla capacità complessiva di 510 posti. I lavori sono sinteticamente descrivibili come segue: realizzazione dei camerini e relativi servizi igienici; restauro dello scalone di collegamento camerini-auditorium; completamento del pavimento dell’auditorium; realizzazione impianti di riscaldamento, elettrico, di amplificazione, antincendio; realizzazione nuova centrale termica. Mancano ad oggi solo le poltroncine e gli arredi per i camerini ed il foyer. Complessivamente l’investimento per la realizzazione dell’appalto è stato pari a € 4.310.000,00.

La Sterling mecenate del Pantheon perugino. Ha preso poi parola l’architetto Stefano Barcaccia che si occuperà del restauro della Cappella del Gonfalone. Con l’occasione, ha annunciato che sarà l’azienda Sterling di Solomeo, tramite donazione Art Bonus (75mila euro), a restituire alla città la parziale ricostruzione di quello che veniva considerato il Pantheon di Perugia. Con una perfetta sinergia tra le arti, tra maestranze artigiane e realtà aumentata, verranno ricollocate nella ex Cappella degli Oddi – oggi unica rimasta abbastanza integra tra le tante che esistevano e fra gli altari votivi -, i resti umani rinvenuti nel 1967 al suo interno (conservati in nove urne), restituendogli così degna sepoltura e una definitiva sistemazione.

Durante i lunghi lavori di restauro sono stati rinvenuti e riconosciuti alcuni frammenti di manufatti, nove cassette mortuarie, probabilmente appartenenti ad esponenti della famiglia Della Corgna, e le preesistenti urne di Bartolo di Sassoferrato e Braccio Fortebracci. Tra questi reperti ritrovati, i più importanti sono i frammenti dell’Altare in marmo rosa della Cappella del Gonfalone che verrà ricostruito grazie agli elementi superstiti, collocandovi una copia del Gonfalone del Bonfigli del 1464 al di sopra come era in origine; verranno poi sistemati i sarcofaghi di Braccio Fortebracci e Bartolo di Sassoferrato, e il busto in marmo di Ascanio della Corgna del Danti. Verrà poi realizzato un nuovo sarcofago per i resti della famiglia della Corgna; infine, verrà ricollocata virtualmente “La Pala degli Oddi” di Raffello del 1502 in videomapping.

Verso il nuovo Polo Museale Questo edificio storico fragilissimo, che ha subito nel tempo una serie di crolli, demolizioni e ricostruzioni, verrà finalmente restituito alla città e ai suoi cittadini anche nella veste di nuovo polo museale, dove attraverso la realtà aumentata verrà raccontata la storia di questo luogo. Per questo scopo si stanno attendendo fondi europei a cui il Comune di Perugia ha partecipato, e dove l’Accademia è ancora una volta coinvolta. Insieme alle sepolture, manufatti ed opere d’arte, anche in riproduzione digitale, storicamente presenti nel sito, sulla scorta della documentazione storica, fotografica e sulla base degli studi più recenti, verranno raccontate e proiettate per stupire il pubblico.

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