Non giocarti la testa col Diavolo, con Riccardo Leonelli al teatro romano di Carsuale

 
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Non giocarti la testa col Diavolo, con Riccardo Leonelli al teatro romano di Carsuale
Foto di Roberto Bertolle

Non giocarti la testa col Diavolo, con Riccardo Leonelli al teatro romano di Carsuale

Il teatro romano di Carsuale, che in epoca classica magari era abituato a mandare in scena commedie e satire di grandi autori greci e latini, quali Aristofane a Giovenale, e magari anche tragedie al livello di Euripide, venerdì scorso ha mandato in scena un autore che ha spesso elogiato il gusto dei classici sapendo imporsi immediatamente egli stesso come un classico contemporaneo: „Edgar Allan Poe“.

Ma questi termini altisonanti non sarebbero che noiosi elogi da antologia se a portarli in scena non ci fosse stato chi li ha realizzati nella carne viva e trasportando il pubblico nell’universo complicato dei sentimenti umani che Edgar Allan Poe ha magistralmente rappresentato.

Riccardo Leonelli (foto di Roberto Bertolle), attore ternano già affermato in diverse produzioni teatrali, televisive e cinematografiche, ha messo in scena sapientemente questo immaginario, sapendo a tratti commuovere e a tratti divertire, altre volte inquietare e altre ancora stupire.

C’è stato spazio per una citazione fantozziana nel racconto che dà il nome allo spettacolo “Non giocarti la testa col Diavolo”, una libertà di Leonelli assai divertente, ma si coglie anche un drammatico riferimento alla pandemia, che non può non venire alla mente nel vedere “La maschera della Morte Rossa” e, ovviamente, molto spazio dedicato alla psicologia, come in “Il cuore rivelatore” dove Poe, ben prima che nascesse la psicanalisi, dimostrava già di aver colto l’inquietudine dell’uomo di fronte alla sua Psiche. Questi riferimenti hanno contribuito a rendere ancora più contemporaneo e più vicino a noi lo spettacolo “Non giocarti la testa col diavolo”.

La scenografia, curata da Paolo Leonelli, apparentemente semplice, aveva tuttavia la sua ragion d’essere nella combinazione con la posizione dell’attore e delle luci, curate da SS Service, che hanno aiutato lo spettatore a entrare nella giusta atmosfera che lo spettacolo voleva esprimere.

A dare supporto a Riccardo Leonelli, la bellissima interpretazione della giovane e promettente Mia Venezi, studentessa di danza contemporanea, che ha dato prova di saper affrontare le sfide del palcoscenico e di avere padronanza di sé e delle coreografie che sono state curate da Romana Sciarretta.

Un importante contributo, che nel linguaggio calcistico si definirebbe “il dodicesimo uomo in campo”, è stato dato infine dal pubblico, che ha dimostrato presenza, partecipazione e coinvolgimento; un risultato non scontato visto il caldo, i timori del Covid e la difficoltà da parte degli eventi culturali di attrarre persone.

Riccardo Leonelli ripropone uno stile che aveva già portato in scena anche lo scorso anno, sempre a Carsulae con gli „Amatores“, quello di riprendere degli autori, dei generi e di reinterpretarli in maniera personale, dando quindi ad essi un aspetto di attualità per renderli fruibili al pubblico e per sottolinearne il valore atemporale; un modo per mantenere viva la cultura dello spettacolo, e permettere così ai “grandi” di non essere dimenticati, ma al contempo donare il proprio contributo originale.

Francesco Mazzilli

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